È un dato di fatto i cani da diabete o Diabetic alert dog (D.A.D.) sono eccezionali. A stabilirlo ci sono centinaia di testimonianze e prove scientifiche. Grazie al loro fiuto supportano le persone con diabete migliorando la qualità della vita.
Non sostituiscono un medico o un infermiere, non guariscono il diabete né riducono le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. Il ruolo di un cane d’allerta diabete è di supporto biologico alle tecnologie.
Come diventa un cane da allerta nel diabete? Cosa deve fare un persona con diabete o una famiglia per averlo? Pochi sanno che la maggior parte dei D.A.D. sono cani già presenti in famiglia.Di seguito trovi quali sono i passaggi che rendono un cane in famiglia un cane da allerta medica (service dog) e a chi rivolgersi.
Percorso in famiglia e la scelta del cane
Il percorso in famiglia, conosciuto anche come Diabetic Alert Dog Family (D.A.D.F.), è il protocollo made in Italy creato da Progetto Serena con cui si formano i cani da diabete. Il cane è della famiglia e il percorso si svolge a casa della persona con diabete, di persona o online (in casi particolari), con la partecipazione attiva di chi ha il diabete e con la supervisione di un istruttore qualificato in cani da allerta medica.
L’idea del percorso è di impiegare i cani già in possesso della famiglia. Grazie alla forte empatia e alla relazione tra il cane e la persona con diabete, il numero di rilevazioni certe, nel momento in cui un cane è certificato d’allerta (servono 24 mesi), è del 98%.
I cani di famiglia devono però essere socializzati ed educati. Se non ci sono gravi problemi comportamentali, tutti i cani di casa possono diventare cani da allerta diabete.
Non sono un dottore, non mi sostituisco a nessuna moderna tecnologia, non curo il diabete, ma se ti prenderai cura di me… io mi prenderò cura di te per sempre.

E chi non ha il cane?
Chi non ha un cane a casa può comunque affrontare il percorso D.A.D.F prendendone uno. Ricordiamo che Progetto Serena non vende chiavi pronti chiavi in mano, ma è necessario che la formazione avvenga con il supporto della persona che ha il diabete.
È indifferente se si sceglie di adottarlo in un canile o acquistarlo in allevamento. Oggi il 60% dei cani di Progetto Serena sono animali adottati. Se si desidera una razza con specifiche caratteristiche, allora ci si può rivolgere a un allevamento autorizzato. In entrambi i casi è importante specificare che il cane sarà formato per diventare un cane da diabete.
Da cane da compagnia a cane da diabete
La formazione dei cani da diabete dura 24 mesi. Una tempistica necessaria con cui si insegna al cane a:
- individuare le variazioni di glicemia nella persona con diabete;
- segnalarle nel modo più naturale possibile;
- valutare la gravità della crisi glicemica;
- chiamare aiuto nel caso in cui la persona con diabete si trovi da sola a casa o per strada.
1. Come iniziare
Tutto inizia dopo aver contattato l’unico ente non a scopo di lucro che prepara i cani da diabete in Italia: Progetto Serena Aps. Dopo aver preso visione delle informazioni principali e dei costi, è possibile fissare un incontro di persona con l’istruttore.
2. Inizio del percorso
A questo punto basta firmare il contratto e iniziare il percorso. La formazione si svolge con una lezione a settimana con l’istruttore di Progetto Serena che è in presenza oppure in alcuni casi in maniera ibrida, quindi con alcune lezioni online e almeno una al mese di persona. Entrambe le modalità sono efficaci per creare un cane allerta diabete completo.

3) Le lezioni
Le lezioni di norma dura circa un’ora. Il tempo è utilizzato dall’istruttore a insegnare al cane una serie di competenze. L’attività si svolge in presenza della persona con diabete e della famiglia (per i minori) o per chi vuole comunque essere partecipe. La persona con diabete è attiva nella preparazione.
Nei primi mesi il cane impara a individuare le variazioni di glicemia e a segnalarle utilizzando il comportamento più naturale o quello più adatto. Tra una lezione e un’altra, la famiglia e la persona con diabete dovranno comunque effettuare alcuni esercizi assegnati dall’istruttore.
4) La chiamata notturna e la valutazione della crisi
In quelli successivi gli si insegnerà a valutare la gravità della crisi e a chiamare aiuto di notte: la cosiddetta “chiamata notturna” con cui si garantisce un po’ più di tranquillità per i genitori nelle ore di riposo.
Il cane in autonomia valuta se è necessario chiamare, rivolgendosi a chi c’è a casa oppure utilizzando delle tecnologie fornite da Progetto Serena come il kit Serena. Questo è composto da un tappetino elettronico collegato a un’app con cui viene mandata una chiamata a una serie di numeri di cellulare.
5) La generalizzazione
Il cane poi deve generalizzare il lavoro e quindi verrà portato anche fuori casa nei luoghi principali che la persona con diabete frequenta. In questo modo impara a segnalare anche in presenza di diverse distrazioni.
Attenzione il cane allerta diabete non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete ne riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. Il ruolo di un cane allerta diabete è di supporto.
Certificazione cane da diabete
L’importante è mantenere una continuità nella formazione del cane da diabete con lezioni regolari ogni settimana. In questo modo il cane può acquisire tutte le competenze, ma lo stesso vale per la famiglia, che impara a interpretare il cane e i suoi comportamenti.
Una volta completati i 24 mesi, il cane di famiglia è certificato cane d’allerta o service dog, attraverso un attestato e un documento rilasciato da Progetto Serena Onlus.
Indossando la pettorina rilasciata da Progetto Serena e grazie a questo certificato, il cane è riconosciuto come cane da servizio e ha il diritto di accompagnare ovunque la persona con diabete che assiste.
Leggi anche:Dove può andare un cane da diabete
A chi rivolgersi
L’unico ente non a scopo di lucro in Italia che prepara i cani da diabete è Progetto Serena APS. È un’associazione di promozione sociale nata nel 2014 ad opera del dottor Roberto Zampieri, esperto cinofilo, con il fine di promuovere la diffusione del cane da diabete anche in Italia.
La formazione in famiglia è un protocollo creato proprio da Roberto Zampieri ed è completamente Made in Italy e funziona. Grazie a questo sistema si è raggiunto il 98% di segnalazioni certe di un cane d’allerta diabete, con vantaggi sulla qualità della vita di chi ha il diabete.
FAQ
Un cane da diabete è un animale formato con un protocollo particolare a individuare le variazioni di glicemia in una persona con diabete, a segnalarle e a valutarne la gravità.
Il protocollo in famiglia è un percorso con cui i cani apprendono un insieme di competenze grazie alle quali riescono a individuare, segnalare e valutare le crisi di glicemia in una persona con diabete. Il protocollo, chiamato anche D.A.D.F., si svolge in famiglia con il cane di proprietà della persona con diabete e prevede una partecipazione attiva di chi ha il diabete o della famiglia (nel caso di un minore).
Il cane da diabete non fiuta il diabete, ma individua la variazione di odore nei VOC (Composti Organici Volatili), micro-particelle emesse dal corpo umano che, come dimostrato dalla scienza, cambiano di odore durante le fasi di ipo e iperglicemia.


