La gestione del diabete richiede un monitoraggio e un controllo quotidiano da parte di chi ha il diabete o dei familiari nei più piccoli. In questo contesto, uno strumento indispensabile è l’automonitoraggio domiciliare e la creazione di un diario glicemico.
Quest’ultimo, come dice il nome, è una vera e propria raccolta di dati, in cui si inseriscono le rilevazioni effettuate nel corso della giornata. La sua funzione però non è solo documentale, ma è essenziale per personalizzare le strategie di cura del medico e offrire a chi ha il diabete una consapevolezza del suo stato glicemico durante la giornata.
In questo articolo approfondiamo cos’è un diario glicemico, come si compila e perché è fondamentale per combattere il diabete.
I seguenti articoli hanno valore informativo. Anche se redatti con documentazione scientifica, non sostituiscono il medico o un diabetologo. Si consiglia di rivolgersi sempre al proprio specialista.
Cos’è il diario glicemico
Il diario glicemico è uno strumento in cui annotare ogni variazione del glucosio (zucchero) nel sangue, indicando sempre il giorno e l’ora della misurazione. Può essere digitale (app o un foglio di calcolo) oppure cartaceo. Qualunque sia lo strumento al suo interno devono essere inserite le informazioni utili per fornire un andamento della curva glicemica:
- livello di glicemia;
- ora e data del rilevamento;
- evento collegato al rilevamento.
Il diario glicemico è simile a un calendario con indicati i giorni settimanali.
| Giorno | Colazione (Prima) | Colazione (2h dopo) | Pranzo (Prima) | Pranzo (2h dopo) | Cena (Prima) | Cena (2h dopo) | Note (Cibo, Sport, Sintomi) |
| Lunedì | |||||||
| Martedì | |||||||
| Mercoledì | |||||||
| Giovedì | |||||||
| Venerdì | |||||||
| Sabato | |||||||
| Domenica |
Quando compilarlo
Ogni giorno è suddiviso in sezioni corrispondenti alle misurazioni che vengono fatte. Queste sezioni variano da soggetto a soggetto in base alla tipologia di terapia e all’andamento della curva glicemica. In media una persona con diabete di tipo 1 effettua un controllo dalle quattro alle otto volte al giorno con questa frequenza:
- prima del pasto;
- 2 ore dopo il pasto;
- prima di dormire;
- occasionalmente verso le 3 del mattino.
Un diario glicemico non è solo composto da numeri, ma è utile indicare anche una serie di informazioni aggiuntive, delle note come: dettagli nutrizionali dei pasti, la quantità di zuccheri acquisiti, le attività svolte nella giornata.
Ad esempio alcuni alimenti possonocontenere più zuccheri rispetto ad altri. Altro aspetto importante da aggiungere sono gli eventi che possono influire sulla glicemia: uno sforzo, l’attività sportiva, un evento stressante e via dicendo.
Come crearlo
Oggi le opportunità di creare un diario glicemico sono:
- sensore CGM: i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio forniscono tutti i dati dei rilevamenti in tempo reale con la cronistoria della curva glicemica direttamente nelle app collegate;
- sensore FGM: i Flash Glucose Monitoring permettono letture immediate tramite un dispositivo sottocutaneo, inviando dati a un lettore che li andrà così a memorizzare;
- in modo tradizionale: effettuando il controllo con un glucometro e registrandolo su un apposito quaderno, da utilizzare come diario.
Le due opzioni hanno entrambe dei pro e dei contro.

Diario glicemico tecnologico
L’innovazione tecnologica ha introdotto i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio (CGM) e di monitoraggio flash (FGM), che rappresentano l’evoluzione digitale del diario glicemico.
Questi dispositivi si basano sull’uso di biosensori enzimatici inseriti nel tessuto sottocutaneo, tipicamente nel braccio o nell’addome. A differenza dei glucometri tradizionali che misurano la glicemia nel sangue capillare, i sensori rilevano la concentrazione di glucosio nel fluido interstiziale, ovvero il liquido che bagna le cellule.
Le rilevazioni sono elaborate da un trasmettitore wireless e inviate a un ricevitore o a un’applicazione per smartphone.
Un concetto fondamentale nell’uso dei sensori è il cosiddetto “tempo di ritardo” o lag-time: poiché il glucosio deve spostarsi dal sangue ai tessuti, le letture del sensore possono riflettere un ritardo compreso tra i 5 e i 20 minuti. Questo ritardo è particolarmente significativo durante fasi di rapida variazione glicemica, come dopo un pasto abbondante o durante un’attività fisica intensa.
I dati dei sensori
I sensori non si limitano a fornire valori in un dato momento, ma generano una mole enorme di dati che vengono utilizzati al fine di fornire alla persona con diabete e al medico curante l’andamento della curva glicemica.
Questa viene espressa in un grafico che visualizza l’andamento glicemico delle 24 ore sovrapponendo i dati raccolti solitamente in un periodo di 14 giorni. Quindi in automatico si crea un diario glicemico.
Limiti dei sensori
Il primo limite è quello del lag time, che può quindi segnalare in ritardo il verificarsi di una crisi glicemica importante. Le tecnologie moderne per il diabete sono molto precise, ma può avvenire che il sensore si sposti, rendendo impreciso il rilevamento.
Può capitare anche un blocco del sensore. Inoltre, i sensori non possono “sapere” cosa ha causato un picco o un crollo glicemico. Ovviamente le nuove tecnologie permettono però di inserire annotazioni in modo manuale con una sezione note in cui indicare le informazioni utili per comprendere il motivo di una variazione glicemica importante.
Senza queste note manuali, i dati del sensore restano una sequenza di numeri difficile da interpretare per il diabetologo ai fini di una modifica terapeutica. Altro aspetto da considerare è il backup storico dei dati che spesso si limita a qualche mese e poi viene cancellato. Infine, il file dovrà essere sempre riportato su un computer e stampato in modo da inviarlo al medico per un confronto.
Diario glicemico manuale
Il sistema manuale è altrettanto efficace. In questo caso però, la persona con diabete o i genitori (per i più piccoli) sono parte attiva nella sua creazione del diario glicemico.
Basterà prendere un quaderno o un’agenda già suddivisa in giorni. C’è chi crea anche un foglio Excel sul computer o utilizza sistemi di annotazione per cellulare. Esistono anche app che permettono di inserire manualmente i dati e le info. È importante essere il più possibili precisi nell’effettuare l’automonitoraggio.
Le rilevazioni devono essere fatte da soli prima del pasto e due ore dopo. La frequenza è legata all’andamento della glicemia e al piano terapeutico del diabetologo. Per effettuare il controllo si può utilizzare il glucometro, oppure per chi ha un sensore CGM o FGM si annoterà la rilevazione in quel dato momento.

Limiti
Ci sono però dei limiti. La registrazione è affidata all’automonitoraggio di chi ha il diabete. Spesso, per i bambini e per chi ha una vita molto attiva, può capitare di saltarne una, lasciando quindi spazi bianchi.
Altre volte ci si sofferma solo a inserire il dato della glicemia e non si aggiungono note che sono fondamentali per definire il motivo per cui c’è stato uno sbalzo glicemico. Infine, può capitare di non segnare proprio l’evento glicemico, soprattutto dopo una forte variazione.
Vantaggi del sistema tradizionale
Anche se i moderni glucometri hanno memorie integrate e app dedicate per scaricare i dati, compilare manualmente un diario cartaceo resta una buona abitudine. Scrivere i risultati aiuta a:
- acquisire consapevolezza: spinge a riflettere sul perché un valore sia alto o basso in un determinato momento;
- gestire i profili: permette di notare subito se ci sono andamenti ricorrenti (ad esempio, glicemie sempre alte dopo la cena).
- facilitare il dialogo con il medico: durante la visita, il diario è una traccia immediata per discutere eventuali modifiche alla terapia;
- backup sempre disponibili: i documenti cartacei possono essere sempre conservati. Spesso invece, i diari glicemici elettronici hanno un limite temporale di archiviazione.
Come prima indicato, non basta inserire il valore della glicemia. È necessario anche aggiungere note specifiche con cui individuare le cause della variazione glicemica.
FAQ
Le misurazioni della glicemia devono essere fatte dalle 4 alle 8 volte al giorno, in base al piano terapeutico e all’andamento della curva glicemica. Di base si effettua un controllo prima di un pasto e uno due ore dopo. In alcuni casi è richiesto anche un controllo notturno.
Il diario glicemico è uno strumento composto da un foglio cartaceo, digitale o telematico in cui vengono riportate le misurazioni della glicemia nelle 24 ore.
Il diario glicemico può essere compilato in modo tradizionale, utilizzando le rilevazioni fatte in autonomia o tramite la tecnologia oggi disponibile. Un consiglio è di combinare le due opzioni in modo da avere dati sempre più attendibili.


