Monitoraggio glicemico: cos’è, come farlo e perchè

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Monitoraggio glicemico: cos’è, come farlo e perchè
Monitoraggio glicemico
Con l'automonitoraggio è possibile controllare i livelli di glicemia nel sangue, oltre a conoscere nel profondo il diabete. Scopri come farlo e perché.

Tempo di lettura: 6 minutes

Indice dei contenuti

  • Il monitoraggio glicemico permette di controllare la glicemia nel sangue
  • È necessario programmare l’automonitoraggio in specifici momenti della giornata
  • La glicemia si controlla con il glucometro i CGM. Oggi c’è anche il supporto di un cane da diabete.

Gestire il diabete non è facile. In alcuni casi le variazioni glicemiche sono imprevedibili e nella maggior parte senza sintomi. In questo contesto un ruolo importante lo svolge l’automonitoraggio. Imparare a controllare i propri livelli di zucchero nel sangue è fondamentale per chiunque convivere con il diabete.

L’automonitoraggio non è però un semplice controllo tecnico, ma implica una vera e propria educazione terapeutica con cui controllare il diabete e migliorare la qualità di vita.

Automonitoraggio ed educazione terapeutica

L’automonitoraggio è il controllo che viene fatto da chi ha il diabete, o nel minore da un parente dei livelli di glucosio nel sangue. In questo modo si possono effettuare le relative correzioni. Oggi grazie alle nuove tecnologie, il monitoraggio può essere affidato anche a questi strumenti. Si pensi ai sensori glicemici CGM (Continuous Glucose Monitoring). 

il monitoraggio però non è solo un semplice controllo della glicemia nel sangue, ma una vera e propria forma di educazione terapeutica nel diabete. Comprendere come funziona permette di acquisire le conoscenze necessarie per gestire la malattia in modo consapevole. 

Infatti, per effettuare un adeguato controllo è necessario conoscere le basi del diabete e come agisce l’insulina, in modo da sapere quando è necessaria fare una correzione.

Come funziona

Chi deve fare il monitoraggio

In questo percorso non si è da soli: il personale sanitario (medici, infermieri, dietisti) lavora in sinergia con per garantirvi il miglior supporto possibile.

L’automonitoraggio è indispensabile soprattutto per:

  • Diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 in terapia insulinica: serve a calibrare correttamente le dosi di insulina.
  • Pazienti che assumono farmaci orali: utile per monitorare il compenso metabolico e prevenire cali eccessivi di zucchero (ipoglicemia).

Momenti critici: durante influenze o infezioni che possono alterare la glicemia, o per capire come un particolare alimento o l’attività fisica influenzino i vostri valori.

Come effettuare la misurazione

Misurare la glicemia a casa è oggi molto semplice grazie ai moderni glucometri. Sono strumenti facili da utilizzare e che leggono il valore della glicemia da una piccola goccia di sangue capillare prelevata dal dito.

Passaggi per il monitoraggio

Ecco i passaggi da seguire:

  1. Lavarsi e asciugare bene le mani: residui di cibo sulla pelle possono alterare drasticamente la lettura.
  2. Preparare lo strumento: inserire la lancetta nella penna pungidito, accendere il glucometro e inserire la striscia reattiva.
  3. Il prelievo: massaggiare il polpastrello e pungere lateralmente (è meno doloroso rispetto al centro).
  4. La lettura: accostare la goccia di sangue alla striscia e attendere pochi secondi per il risultato.
  5. Il diario: annotare sempre il valore sul proprio diario, indicando giorno e ora.

Anche se i glucometri moderni memorizzano i dati e permettono di scaricarli su PC o app, compilare manualmente un diario aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza sulla propria gestione.

Quando misurare la glicemia

La frequenza delle misurazioni dipende dal tipo di terapia e dalla regolarità del diabete. In generale, i momenti appropriati sono poco prima dei pasti (colazione, pranzo, cena) e circa 2 ore dopo l’inizio degli stessi.

Secondo quando riportato dai consigli del SID (Società italiana di diabetologia) è utile effettuare un controllo:

  • sempre prima di ogni pasto (colazione, pranzo, cena);
  • due ore dopo il pasto.
Calendario dei controlli

Se si effettuano attività che possono influire sulla glicemia, come uno sport, anche in quel caso è utile effettuare un controllo.

Oltre agli orari indicati è fondamentale misurare la glicemia ogni volta che si avvertono sintomi di ipoglicemia (glicemia troppo bassa), come nervosismo, batticuore, debolezza, tremore, sudorazione e di iperglicemia sete intensa, bocca secca, frequenza di minzione, irrequietezza, mal di testa e confusione ecc.

In media una persona con diabete deve controllarsi dal 6 alle 8 volte a giornata.

Quali sono gli obiettivi

Grazie all’automonitoraggio è possibile sia controllare l’andamento glicemico ma dare indicazioni precise con cui il medico potrà correggere il piano terapeutico del diabete.  

L’obiettivo è quello di mantenere i livelli di zucchero nel sangue il più possibile vicini alla norma per minimizzare il rischio di complicanze future. Sebbene ogni obiettivo di cura  debba essere personalizzato con il proprio medico il fine è quello di ottenere questi risultati: :

  • Emoglobina Glicata (HbA1c): inferiore al 7% (misurata 2-4 volte l’anno).
  • Glicemia a digiuno e pre-prandiale: tra 80 e 130 mg/dl.
  • Glicemia post-prandiale: inferiore a 180 mg/dl.
  • Colesterolo LDL: inferiore ai 70/100 mg/dl da misurare 2 volte l’anno.
  • Colesterolo HDL: superiore a 50 mg(dl nelle donne) e a 40 mg/dl negli uomini (controlli 2 volte l’anno).
  • Trigliceridi: inferiori a 150 mg con controlli 2 volte l’anno.

La tecnologia CGM

Accanto alla tradizionale puntura del dito e al controllo con il glucometro, oggi esiste la tecnologia dei CGM (Continuous Glucose Monitoring). Questi dispositivi misurano il glucosio nel liquido tra le cellule (interstiziale) in modo continuo, inviando i dati direttamente a smartphone o tablet. 

Questo sistema offre la possibilità di ridurre i controlli con il glucometro e ottenere comunque un buon livello di monitoraggio.

Supporto biologico

Dal 2014 è disponibile anche avere un supporto biologico da affiancare alle tecnologie, con i cani da diabete. Sono animali formati con un percorso particolare chiamato D.A.D.F (Diabetic alert dog family) a individuare le variazioni di glicemia nel sangue tramite i VOC (composti organici volatili) e a segnalarle. 

La loro capacità olfattiva permette di ottenere la segnalazione nel momento in cui si verifica la crisi glicemica, anche con 20 minuti di anticipo rispetto alle tecnologie per il diabete. Ciò permette di effettuare una correzione in tempo reale. 

La scienza ha dimostrato che un cane allerta diabete porta diversi benefici fisici tra cui una riduzione degli episodi di ipo e iperglicemia profondi in maniera significativa.

Attenzione il cane allerta diabete non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete ne riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. Il ruolo di un cane allerta diabete è di supporto.

Domande frequenti

Cos’è l’automonitoraggio nel diabete?

L’automonitoraggio nel diabete indica la procedura con cui chi ha il diabete controlla la glicemia da solo utilizzando una delle tecnologie per il diabete.

Cos’è un glucometro?

Il glucometro è un apparecchio con cui è possibile controllare in pochi secondi i livelli di glicemia, tramite una goccia di sangue.

Cos’è un cane da diabete?

Un cane da diabete è un cane formato con un protocollo specifico e sotto la guida di un istruttore certificato a individuare e segnalare le variazioni di glicemia nel sangue.

A chi rivolgersi per un cane da diabete?

I cani da diabete sono formati in Italia da Progetto Serena Aps, l’associazione che nel 2014 ha creato l’unico protocollo per cani allerta in famiglia.

Contatta Progetto Serena

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