Sono 4 milioni le persone che in Italia hanno la patologia del diabete, di cui 300.000 quelle che hanno il diabete di tipo 1 o mellito, e 3,7 milioni di tipo 2 o alimentare (dati San Raffaele). Un numero pari quasi all’8% della popolazione italiana.
Nel mondo sono 580 milioni le persone che lo vivono ogni giorno, con circa 7 milioni che ogni anno ricevono una diagnosi di diabete.
Ma cos’è esattamente il diabete? Quali sono i sintomi e gli effetti? Come si cura? Questa guida non ha un fine medico, ma vuole dare una conoscenza generale del diabete, utile sia a chi lo vive nel quotidiano sia per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo.
Si consiglia di rivolgersi sempre al proprio medico di base.
Cos’è il diabete
Il diabete è una patologia che interessa i bambini nella fase di sviluppo, ma anche adolescenti e adulti. Comporta un’incapacità del pancreas totale o parziale di produrre insulina, un ormone che permette al glucosio nel sangue (zucchero) di entrare nelle cellule, così da essere utilizzato come energia.
Quando l’insulina manca o è prodotta in quantità limitata, lo zucchero rimane nel sangue con gravi conseguenze per la salute della persona.La parola diabete deriva dal greco diabaino (διαβαίνω) che significa “passare attraverso”, termine utilizzato per uno degli effetti della malattia che è quello dell’eccessiva produzione di urina. Fu coniata dai medici greci, i primi a individuare questa forma di patologia.

Tipologia di diabete
Esistono due forme di diabete:
- diabete di tipo 1 o mellito;
- diabete di tipo 2.
Il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che porta all’incapacità del pancreas di produrre l’ormone dell’insulina. Il termine mellito proviene dal latino mellītus che significa dolce, dovuto al sapore dolciastro delle urine dovuto proprio all’elevata quantità di glucosio nel sangue.
Nel diabete di tipo 2 l’insulina viene prodotta dal pancreas ma in quantità minore o l’insulina è poco efficace e quindi non riesce a legarsi agli zuccheri. Quasi sempre questo si verifica in età avanzata o in presenza di specifiche condizioni fisiche come obesità, sedentarietà o alimentazione scorretta. Per questo spesso il diabete di tipo 2 è definito anche come alimentare.
In entrambi i casi gli si verifica un aumento di zuccheri nel sangue e l’incapacità del corpo di utilizzarli per le reazioni energetiche.
Quali sono i sintomi più comuni del diabete
L’eccesso di glucosio nel sangue porta la verificarsi di alcuni sintomi precisi:
- Polidipsia: aumento della sete, con necessità frequente di bere.
- Poliuria: aumento della minzione, soprattutto notturna, provocata dall’elevato livello di zucchero nel sangue.
- Polifagia: aumento della fame, a causa della mancata energia cellulare.
- Perdita di peso rapida e immotivata: nonostante l’appetito aumentato.
- Debolezza e stanchezza eccessiva: a causa della mancata disponibilità energetica.
- Visione offuscata: l’iperglicemia può provocare un cambiamento temporaneo della forma del cristallino.
- Disturbi del comportamento: irritabilità e sbalzi d’umore.
A questi si aggiungono l’iperglicemia che è l’aumento elevato di zuccheri del sangue che può portare a chetoacidosi diabetica, sostanze acide che si accumula nel corpo con conseguenze gravi per il benessere degli organi.
Per avere una diagnosi di diabete è necessario rivolgersi al medico di base e chiedere specifiche analisi sulla concentrazioni di zuccheri nel sangue.
Conseguenze del diabete
Non curare il diabete comporta effetti nel breve e medio termine. Tra questi ci sono problemi cardiovascolari, con rischio di ischemie, ictus e infarto, Neuropatie legate al diabete come formicolii, dolori, estrema percezione al tatto, soprattutto alle mani e ai piedi.

Possono esserci danni ai reni per eccessiva presenza di zuccheri nel sangue o il verificarsi di patologie come il piede da diabete.
A soffrirne sono anche gli occhi: la retinopatia diabetica è una patologia che colpisce gli occhi e può portare anche alla cecità.
Nella vita di tutti i giorni, le frequenti iperglicemie e le ipoglicemie portano a disagi fisici, medici e psicologici che abbassano la qualità di vita.

Come si cura il diabete
Dal diabete di tipo 1 non può essere curato, ma tenuto sotto controllo. Lo stato di base è quello di una condizione di iperglicemia che deve essere tenuta sotto controllo. Per farlo si utilizza l’insulina. Questo ormone è somministrato alla persona con diabete e permette di ridurre la glicemia nel sangue, che verrà così utilizzandola come forma di energia.
La somministrazione di insulina deve però avvenire secondo un piano medico terapeutico programmato e in base a precise proporzioni legate alla corporatura delle persone e allo stile di vita. Infatti, in caso di una somministrazione eccessiva di questo ormone si può ottenere l’effetto opposto: l’ipoglicemia o calo di zuccheri.Controllare la glicemia è una delle operazioni più frequenti che chi ha il diabete deve fare. Solo così si ha la consapevolezza della reale presenza dei livelli di zuccheri nel sangue, agendo con le dovute correzioni.
Come misurare la glicemia
Oggi la misurazione della glicemia è quasi in tempo reale, grazie a diverse tecnologie mediche.
1. Glucometro tradizionale (finger-stick)
- Cos’è: è un dispositivo portatile utilizzato per misurare il livello di glucosio mediante una goccia di sangue capillare.
- Come funziona: si ottiene una piccola goccia di sangue pungendo il polpastrello con una lancetta sterile, si posiziona sulla striscia reattiva e in pochi secondi si ottiene la lettura del valore glicemico.
- Uso consigliato: utile per misurazioni puntuali durante il giorno, specialmente prima e dopo i pasti o in caso di sintomi sospetti.
2. Monitoraggio Continuo della Glicemia (CGM)
- Cos’è: è un dispositivo costituito da un piccolo sensore inserito sottocute che misura costantemente i livelli di glucosio.
- Come funziona: invia dati glicemici in tempo reale ad un ricevitore o a uno smartphone, consentendo di identificare i trend glicemici e anticipare eventuali episodi di iperglicemia o ipoglicemia.
- Benefici: fornisce informazioni continue, facilitando una gestione precisa della terapia insulinica.
3. Monitoraggio con cane da allerta medica
Oltre a questi strumenti tecnologici, oggi esiste anche un supporto biologico per le persone con diabete: i cani allerta diabete. Specifichiamo sin da subito che non sostituiscono gli strumenti medicali, ma aiutano la persona che soffre questa patologia ad acquisire una migliore qualità di

Come fa un cane allerta a fiutare il diabete
Un cane allerta è un cane preparato con un percorso particolare a individuare le variazioni di odore che si verificano nella persona con diabete. Studi scientifici hanno evidenziato che durante le fasi di iperglicemia e ipoglicemia, i VOC ovvero micro-molecole emesse da ogni corpo umano, acquistano un odore diverso. Il cane da diabete impara proprio a riconoscere questo odore e a segnalare quando ciò si verifica.
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La loro affidabilità è pari al 98% di segnalazioni esatte, una percentuale dimostrate da studi avvenuti nel corso degli ultimi 25 anni. Inoltre i cani sono capaci di individuare una crisi glicemica nel momento stesso in cui si verifica grazie ai VOC, con unanticipo di circa 15-30 minuti rispetto ai sensori tecnologici. Questi ultimi fanno riferimento alla presenza di zuccheri nel sangue che cambia meno rapidamente rispetto all’evento glicemico.
A questo si deve aggiungere che il particolare protocollo di formazione del cane allerta, il D.A.D. (Diabetic Alert Dog in famiglia) permette al cane di acquisire una consapevolezza nel valutare la gravità di una crisi glicemica. In caso di necessità, gli viene insegnato a chiamare aiuto.
I cani allerta possono portare enormi benefici alla vita delle persone con diabete e rendere anche più efficace l’utilizzo delle tecnologie mediche.
Attenzione il cane allerta diabete non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete ne riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. Il ruolo di un cane allerta diabete è di supporto.
Domande frequenti
Per avere una diagnosi di diabete è necessario rivolgersi al proprio medico di base che prescriverà appositi esami che misurano il livello di zuccheri nel sangue.
Oggi sono disponibili diversi strumenti tecnologici, come il glucometro e il CGM, che permettono una misurazione precisa dei livelli di glucosio. Come supporto a questi strumenti ci sono anche i cani da allerta diabete.
I cani allerta non fiutano il diabete, ma percepiscono il livello di glicemia nel sangue. Ciò avviene grazie al loro fiuto che riesce a individuare le micro variazioni di odore dei VOC (Composti Organici Volatili).
L’unica associazione in Italia che prepara i cani allerta diabete in famiglia secondo un protocollo scientifico e strutturato è Progetto Serena Aps.


