Le ipoglicemie sono tra gli effetti più comuni nel diabete di tipo 1, conseguenza della somministrazione di insulina. A volte, queste si verificano in modo imprevedibile e asintomatico, con conseguenze molto pericolose per chi soffre di diabete.
Le tecnologie messe a disposizione dei diabetici sono la prima barriera, ma a volte i crolli glicemici vengono rilevati solo dopo che si verificano.
In questo contesto si collocano i cani da allerta per il diabete. Non si sostituiscono a un medico o un infermiere, non guariscono il diabete né riducono le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro.
Tuttavia, possono essere un supporto aggiuntivo e un sistema di allarme biologico unico nel loro genere. Se hai il diabete di tipo 1 o sei un genitore con un bambino o un adolescente che ha questa patologia, in questo articolo trovi quali sono i benefici di avere al proprio fianco un cane da allerta diabete.
Ipoglicemie e diabete di tipo 1
Le ipoglicemie, termine con cui si indica un livello di glucosio nel sangue al di sotto del livello minimo di 70 mg/dl (milligrammi per decilitro), sono tra gli effetti collaterali più comuni legati alla somministrazione di insulina.
Questo ormone ha la funzione di abbassare i livelli di zuccheri nel sangue, facilitandone l’ingresso nelle cellule. Tuttavia, nelle persone con diabete di tipo 1 questo processo a volte può avvenire in modo troppo veloce, con un improvviso crollo dei valori glicemici e conseguenze che portano a effetti negativi per il benessere di chi ha il diabete.
In particolare, questi episodi si verificano senza preavviso e anche a distanza di tempo dalla somministrazione dell’insulina. Nei bambini le ipoglicemie possono non essere percepite, soprattutto in quelli più piccoli generando angoscia nei genitori che li controllano continuamente. Per gli adolescenti e gli adulti il loro manifestarsi può essere molto deleterio per l’equilibrio psico-fisico.
I rischi delle ipoglicemie
Le ipoglicemie comportano delle conseguenze per chi ha il diabete di tipo 1, sia nel breve termine che nel lungo termine. Un crollo degli zuccheri nel sangue porta a sudorazione, tremori, senso di affaticamento, ma anche difficoltà a concentrarsi. Inoltre, uno dei rischi più temuti è quello del cosiddetto coma glicemico, uno stato di incoscienza dovuto proprio al calo degli zuccheri.

Nel lungo termine gli effetti sul corpo e sulla qualità di vita di bambini, adolescenti e adulti sono diversi. Le ipoglicemie portano a conseguenze neurologiche con danni cerebrali e disturbi della memoria.
Non da meno sono gli effetti che possono produrre sul corpo: aritmie, indebolimento del muscolo cardiaco, traumi dovuti a svenimenti o a capogiri, fino al decesso.
Le persone che vivono ogni giorno con il diabete di tipo 1 sono supportate dalle nuove tecnologie con strumenti sempre più precisi grazie ai quali è possibile somministrare insulina in modo regolare, oltre ad avere segnalazioni di improvvisi cali glicemici.
Eppure, anche tutta questa tecnologia non riesce a prevedere un’ipoglicemia, soprattutto se è asintomatica. Ecco che in questo contesto si collocano i cani da allerta per il diabete che possono salvare la vita e migliorarla quotidianamente.
Non sono un dottore, non mi sostituisco a nessuna moderna tecnologia, non curo il diabete, ma se ti prenderai cura di me… io mi prenderò cura di te per sempre.
Cani per diabetici e le ipoglicemie
Un cane da allerta diabete, o comunemente cane per diabetici, è un cane preparato da un istruttore qualificato e secondo un protocollo specifico a rilevare le variazioni di glicemia nel sangue.
Come fa un cane da diabete a fare ciò? La natura lo ha dotato di uno strumento potentissimo: il fiuto, capace di rilevare anche le più piccole variazioni di odore.
Grazie a un protocollo conosciuto oggi come D.A.D. (Diabetic Alert Dog), il cane impara ad associare le variazioni di odore delle persone con diabete – tipiche delle iperglicemie e delle ipoglicemie – e a segnalarle in diverso modo. Quindi, un cane da diabete rappresenta un sistema di allerta biologico di per sé unico.
Quali vantaggi offre un cane allerta nelle ipoglicemie?
Precisiamo sin da subito che un cane da allerta non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete né riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro.

Il ruolo di un cane da allerta diabete è di supporto. Ma allora, perché è così utile? È grazie al percorso di formazione D.A.D. svolto in famiglia con la supervisione di un istruttore qualificato che il cane diventa indispensabile per chi vive ogni giorno con il diabete. Questa formazione gli permette di:
- anticipare il verificarsi di un’ipoglicemia e segnalare in anticipo di 15-30 minuti;
- svolgere una funzione di vigilanza durante le ore notturne;
- essere un supporto fisico e sociale per chi vive il diabete ogni giorno e per la famiglia.
Prevenire le ipo
Diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato che i cani da allerta riescono a segnalare il 98% delle variazioni glicemiche con certezza.
Inoltre, sempre la scienza ha dimostrato che sono capaci di prevenirle con una tempistica che va dai 15 ai 30 minuti. Non è fantascienza, ma questa loro capacità è collegata al processo di formazione dei cani da allerta in famiglia.
Chiariamo questo aspetto. La formazione in famiglia è un protocollo unico per i cani da allerta, sviluppato in Italia nel 2014 a opera del dottore in Scienze della formazione Cinotecnica Roberto Zampieri.
Questo protocollo prevede come fondamento che il cane da allerta sia:
- della famiglia;
- deve crescere in famiglia;
- avere un contatto costante e continuativo con la persona con diabete.

Quest’ultima è parte attiva della formazione del cane: insieme a un istruttore per cani da allerta, effettuerà gli esercizi e li ripeterà nel corso della settimana. Grazie alla formazione in famiglia si rafforza il legame empatico cane-persona con diabete, che permette al cane di riuscire a riconoscere le variazioni comportamentali che una persona con diabete ha nel momento in cui si verifica un’ipoglicemia.
È stato dimostrato che ogni persona effettua diversi comportamenti, anche insignificanti, quando si verifica un crollo glicemico. Il cane riesce a interpretare i comportamenti dei diabetici e, in più, grazie al fiuto, individua la microvariazione di odore legata al calo glicemico. Questi due elementi messi insieme permettono al cane di prevenire il crollo glicemico e di segnalarlo.
Le chiamate notturne
Gli episodi di ipoglicemia che avvengono durante la notte sono tra quelli più pericolosi. Per prevenirli si utilizzano sveglie all’ora in cui è necessario somministrare l’insulina, oppure ci si affida all’allarme del glucometro.
La notte è vissuta spesso con angoscia, dato che i crolli glicemici sono imprevedibili, ma soprattutto un allarme si può non sentire: la conseguenza potrebbe essere un coma ipoglicemico e in alcuni casi anche la morte.
Questo aspetto porta alcune persone con diabete ad evitare di assumere insulina, con la conseguenza opposta di vivere crisi di iperglicemia, altrettanto pericolose. In tutte le famiglie il sonno non è mai di qualità, dato che a turno ci si sveglia per il controllo, generando conseguenze diverse nell’affrontare la giornata.

Cosa c’entra in questo contesto un cane da allerta? I cani per diabetici sono un sistema di vigilanza notturna delle crisi glicemiche quasi perfetto.
Un allarme può non sentirsi, ma l’abbaio di un cane o la sua zampata non lascia indifferenti. Inoltre, i cani da allerta sono preparati a chiamare aiuto fino a quando la persona con il diabete non si sveglia e si corregge, o una persona non interviene.
La loro presenza è fonte di sicurezza per i genitori e la persona che vive il diabete, con l’effetto di:
- migliorare la qualità del sonno;
- generare tranquillità in famiglia;
- affrontare con più serenità le ore notturne.
Essere di supporto alla famiglia
Non da ultimo si devono considerare i vantaggi che un cane allerta genera a tutto il gruppo familiare. Spesso ci si concentra solo su chi ha il diabete, senza considerare le ansie, i timori e i continui cambiamenti che fanno parte del mondo di chi vive con una persona con questa patologia.
Nel caso delle ipoglicemie tanto temute, il cane diventa un supporto silente e sempre presente. I genitori possono dare più indipendenza ai figli, cosa tanto importante per la crescita dei bambini e ancora di più per l’autostima degli adolescenti, permettendo loro di vivere la propria vita senza il costante controllo da parte loro.
Il cane diventa quindi un supporto che condivide la cura della persona con diabete.
Ipoglicemie e cani allerta: a chi rivolgersi
A chi rivolgersi per un cane allerta diabete? La risposta è piuttosto semplice: in Italia, esiste un’unica associazione in possesso del protocollo D.A.D. (Diabetic Alert Dog) in famiglia: Progetto Serena APS.
È un ente di promozione sociale senza scopo di lucro, nato proprio nel 2014, anno in cui il protocollo per i cani allerta diabete è stato creato da Roberto Zampieri.
L’associazione è stata fondata in onore di Serena Zampieri, scomparsa in giovane età. La sua funzione è proprio quella di promuovere il protocollo D.A.D., formando i cani allerta in famiglia in tutta Italia.Oggi sono più di 200 i cani che supportano le famiglie, un numero che continua a crescere giorno dopo giorno.
Ipoglicemia e cani allerta: FAQ
I cani allerta sono formati per riconoscere le variazioni glicemiche nelle persone con diabete di tipo 1 o di tipo 2, sia in caso di ipoglicemia che di iperglicemia, con un’accuratezza del 98% nelle rilevazioni.
I cani allerta diabete preparati secondo il percorso D.A.D. (Diabetic Alert Dog) in famiglia di Progetto Serena APS sono in grado di prevenire le variazioni glicemiche con 15-30 minuti di anticipo. Questo è possibile grazie alla loro eccezionale capacità olfattiva, unita all’abilità di interpretare i cambiamenti comportamentali legati alle fluttuazioni glicemiche.
La preparazione di un cane allerta in famiglia implica che il cane appartiene alla famiglia e vive quotidianamente con la persona affetta da diabete. Sia quest’ultima che i membri della famiglia sono parte attiva nella sua formazione, il tutto sotto la supervisione di un istruttore qualificato
In Italia, l’unica associazione che prepara i cani allerta diabete secondo il protocollo D.A.D. in famiglia è Progetto Serena APS.


