Cos’è l’insulina: storia, funzione e ruolo per chi ha il diabete

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Cos’è l’insulina: storia, funzione e ruolo per chi ha il diabete
Cos'è l'insulina
L’insulina è uno dei farmaci che ha cambiato la vita di milioni di persone dando una cura per il diabete. Scopri cos’è, cosa serve e quali sono i suoi utilizzi.

Tempo di lettura: 8 minutes

Indice dei contenuti

L’insulina è un ormone che regola l’utilizzo del glucosio nelle cellule, grazie a cui gli zuccheri del sangue sono utilizzati per dare energia al corpo. La parola insulina è però impiegata anche per definire un farmaco con il quale si possono contrastare gli effetti del diabete

Prima della sua scoperta non vi erano cure per questa patologia. Dopo la vita delle persone con diabete è cambiata migliorandola. Scopriamo che cos’è l’insulina, quando fu scoperta e perché è tanto necessaria per chi ha il diabete.

Cos’è l’insulina

L’insulina è un ormone prodotta dal pancreas. La sua funzione primaria è quella di regolare l’utilizzo del glucosio (comunemente noto come zucchero) da parte delle cellule dell’organismo, permettendo al corpo di usarlo come fonte di energia.

Per capire il suo meccanismo, si può pensare all’insulina come a una chiave. Quando mangiamo, il glucosio entra nel sangue (il flusso sanguigno) e deve raggiungere le cellule del corpo (muscoli, cervello, ecc.) per alimentarle. Tuttavia, queste cellule hanno delle “porte” chiuse. L’insulina agisce come la chiave che apre queste porte.

Una volta aperte, il glucosio può passare dal flusso sanguigno alle cellule, dove viene utilizzato per produrre l’energia necessaria.

Cos'è l'insulina

Se l’organismo non produce insulina a sufficienza, o se le cellule non rispondono correttamente, il glucosio non riesce a entrare. Gli zuccheri  rimangono nel sangue generando una condizione nota come iperglicemia (alti livelli di zucchero nel sangue).

A lungo andare, l’eccesso di glucosio nel sangue può danneggiare gravemente vasi sanguigni, nervi, organi vitali e il cuore. Perciò, la funzione regolatrice dell’insulina è:

  • fornire energia;
  • proteggere l’organismo dagli effetti corrosivi dell’eccesso di zucchero.

La mancanza di insulina: il diabete

Un corpo umano produce una certa quantità di insulina necessaria per regolare gli zuccheri del sangue, che vengono così impiegati per il metabolismo (insieme di attività che creano energia per la sussistenza e le funzioni del corpo umano).

Il pancreas la rilascia in modo costante, definita insulina basale, e in modo rapido (“bolo”). Quest’ultima è immessa nel corpo in risposta all’incremento di zuccheri nel sangue, come accade dopo i pasti. In alcuni casi però l’insulina non è prodotta o la quantità non è sufficiente.

Quando il pancreas non riesce a creare insulina, si parla di una patologia che prende il nome di Diabete Mellito di tipo 1.In altri casi il pancreas produce insulina, ma questa non è in quantità sufficiente per assimilare tutti gli zuccheri, oppure non è adeguata ad agire sulle “chiavi” delle cellule. In questo caso si parla di Diabete di tipo 2. In entrambi i casi, la somministrazione di insulina permette di regolarizzare gli zuccheri nel sangue e contrastare le conseguenze negative del diabete.

Breve storia dell’insulina

La scoperta dell’insulina è considerata una delle più grandi conquiste della medicina moderna. La storia inizia nell’autunno del 1920, quando il giovane chirurgo Frederick Banting, in Ontario (Canada), ebbe l’idea di isolare la secrezione interna del pancreas. Il Prof. JRR Macleod, dell’Università di Toronto, gli offrì un laboratorio per l’estate del 1921 e gli assegnò Charles Best, uno studente di medicina, come assistente.

Dopo mesi di sfide, Banting e Best riuscirono a estrarre una secrezione, che chiamarono in seguito insulina. Il biochimico JB Collip si unì al team per raffinare ulteriormente l’estratto. Il momento cruciale arrivò il 23 gennaio 1922, quando il team somministrò con successo l’insulina a Leonard Thompson, un ragazzo di 13 anni affetto da diabete di tipo 1. Grazie a questa terapia, il giovane continuò a vivere per molti anni.

Questa scoperta fece vincere il nobel  fisiologia e la medicina a Banting e Macleod (il supervisore del laboratorio).

Nel gennaio 1923, Banting, Best e Collip ottennero il brevetto americano per l’insulina. In un atto di altruismo straordinario vendettero il brevetto all’Università di Toronto per il prezzo simbolico di un solo dollaro

Interrogato sul motivo di questa rinuncia a un enorme guadagno finanziario, Banting rispose che “l’insulina appartiene al mondo non a me”.Questa decisione etica impedì il monopolio e permise a diverse aziende, tra cui Eli Lilly e Hoechst, di avviare rapidamente la produzione. Entro la fine del 1923, l’insulina era già ampiamente disponibile e accessibile a un gran numero di persone con diabete.

Iperglicemia

Insulina e iperglicemia

L’iperglicemia è la condizione naturale dovuta alla mancanza di insulina con un aumento esponenziale di zuccheri nel sangue. Per contrastare l’iperglicemia, chi ha il diabete utilizza una terapia, indicata da un diabetologo, in base alla quale verrà somministrata una certa quantità di insulina in modo da replicare il più possibile il comportamento del pancreas. 

La gestione non è semplice e prevede un attento calcolo delle dosi da somministrare e della tempistica.

Si utilizza a questo fine l’insulina basale o di fondo che offre una copertura continua di questo ormone, e quella rapida. Quest’ultima è a sua volta suddivisa in:

  • Dose Prandiale: ha lo scopo di abbassare la glicemia in previsione dei pasti e coprire l’assorbimento dei carboidrati;
  • Dose Correttiva: utilizzata per trattare picchi di glicemia elevata che si verificano al di fuori dei pasti.

Gli effetti dell’insulina: ipoglicemia

L’effetto collaterale più comune e più immediato della somministrazione di insulina è l’ipoglicemia, ovvero un livello di zucchero nel sangue che scende sotto i 70 milligrammi per decilitro (mg/dL). L’ipoglicemia può verificarsi se si inietta troppa insulina, si salta un pasto dopo l’iniezione, o si esegue attività fisica non prevista.

Anche somministrare dosi di insulina rapida troppo ravvicinate o lasciare passare troppo tempo tra l’iniezione prandiale e l’inizio del pasto può causare ipoglicemia. Anche l’ipoglicemia deve essere monitorata con attenzione dato che produce effetti negativi sul corpo umano con conseguenze nel breve e nel lungo termine.

Insulina e controlli con strumenti tecnologici

Uno degli aspetti che più generano stress e ansia è il monitoraggio della terapia e dell’insulina. 

Per verificare l’andamento della terapia vengono eseguite alcune analisi, prescritte dal diabetologo a scadenze prestabilite, come il test dell’emoglobina glicata (HbA1c). 

Invece, nel quotidiano chi ha il diabete effettua un controllo costante attraverso appositi strumenti come il glucometro o il CGM (Monitoraggio Continuo della Glicemia). Il primo è utilizzato per avere una verifica quasi in tempo reale del livello di zuccheri del sangue. 

Effettuando una puntura su un dito e inserendo una goccia di sangue su un’apposita striscia reagente inserita nell’apparecchio si rileva in automatico la percentuale di glucosio nel sangue. Il CGM, invece, è un sensore sottocutaneo che misura i livelli di glucosio, trasferendoli ad apparecchi come un ricevitore o uno smartphone che visualizzano così i livelli creando anche statistiche sulla curva glicemica.

Cos'è un cane allerta diabete

Monitoraggio biologico del glucosio

Dal 2014, a supporto delle persone con diabete in Italia, c’è anche un sistema biologico di monitoraggio del glucosio: il cane allerta diabete. Sono cani di qualunque tipologia (di razza o meticci), età e sesso, preparati a riconoscere la variazione di odore dei VOC (Composti Organici Volatili) delle persone con diabete. 

È stato dimostrato dalla scienza che durante le fasi di iperglicemia e ipoglicemia, dato il diverso sistema metabolico utilizzato dal corpo umano per la gestione degli zuccheri, i VOC cambiano odore.

Con un percorso che dura 24 mesi, sotto la supervisione di un istruttore certificato e svolto a casa della persona con diabete (il cane è della persona che ha il diabete), il cane impara a riconoscerli e a segnalarli. La percentuale di esattezza è del 98%. I cani allerta diabete possono quindi essere un supporto fondamentale agli strumenti tecnologici, con diversi vantaggi dal punto di vista medico, fisico, psicologico e familiare.

Attenzione il cane allerta diabete non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete ne riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. Il ruolo di un cane allerta diabete è di supporto.

FAQ

Quando è stata scoperta l’insulina? 

L’ormone dell’insulina è stato scoperto nel 1921 da un’équipe di medici: il chirurgo Frederick Banting, in Ontario (Canada), il Prof. J.R.R. Macleod, direttore del dipartimento dell’Università di Toronto, che gli offrì un laboratorio, e il suo assistente Charles Best.

Cos’è l’iperglicemia? 

L’iperglicemia è una condizione in cui è presente nel sangue una percentuale elevata di zuccheri.

Quali sono le tipologie di diabete?

Oggi le tipologie di diabete più diffuse sono quella di tipo 1, una patologia dovuta all’incapacità del pancreas di produrre l’ormone dell’insulina, e di tipo 2. In questo caso il pancreas produce insulina in quantità non sufficienti o non capace di entrare nelle cellule.

Come fa un cane a fiutare il diabete?

Un cane allerta non fiuta il diabete, ma è capace di percepire la variazione dell’odore dei VOC (Composti Organici Volatili).

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