Addestramento cani allerta chiavi in mano: no grazie, manca l’empatia

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Addestramento cani allerta chiavi in mano: no grazie, manca l’empatia
Cane allerta ed empatia
Un cane allerta diabete individua le crisi glicemiche, le segnala e grazie anche all’empatia riesce a prevederle con diversi minuti di anticipo e a valutarne la gravità. Per questo si parla di formazione e non di addestramento.

Tempo di lettura: 6 minutes

Indice dei contenuti

Un cane allerta diabete viene formato attraverso un protocollo in famiglia strutturato e con basi scientifiche chiamato D.A.D. (Diabetic Alert Dog). Non si parla di addestramento cani allerta, bensì di formazione. Queste sono le parole del dottor Roberto Zampieri, che nel 2014 ha creato questo protocollo, oggi in possesso di un’unica associazione: Progetto Serena Onlus.

Roberto Zampieri è un esperto cinofilo con trentennale esperienza nella cinofilia operativa e dottore in Scienze della Formazione Cinotecnica. Negli ultimi dodici anni si è dedicato alla creazione di un protocollo di formazione per cani allerta in famiglia, fondando l’associazione oggi nota come Progetto Serena APS, in onore della figlia Serena.

Questo protocollo mira a migliorare la vita delle persone che soffrono della patologia del diabete. Il dottor Zampieri spiega che alla base di questo protocollo c’è un’intuizione fondamentale legata alla sua esperienza come cinofilo: l’empatia che si crea tra il cane e la persona con diabete.

Questa empatia distingue il percorso in famiglia di Progetto Serena, che da oltre dieci anni ottiene un grande successo con una percentuale di segnalazioni del 98%, dall’addestramento tradizionale dei cani allerta.

Scopriamo il perché.

Non sono un dottore, non mi sostituisco a nessuna moderna tecnologia, non curo il diabete, ma se ti prenderai cura di me… io mi prenderò cura di te per sempre.

Addestramento vs formazione

L’addestramento “chiavi in mano” prevede che un istruttore prepari un cane lontano dalla famiglia, insegnandogli a individuare le crisi glicemiche di una persona con diabete e a segnalarle. Lo definiamo “chiavi in mano” dato che la persona con diabete e la famiglia non devono fare nulla. 

Il cane è già pronto per fare il suo lavoro: riconoscere la variazione di odore e la segnala. Ma questo sistema ha una serie di limiti. Come spesso abbiamo precisato, un cane allerta non deve solo riconoscere le crisi glicemiche e segnalarle, ma anche fornire un supporto alla famiglia e alla persona con diabete.

Potrebbe interessarti la nostra guida su: Cosa fa un cane allerta nel diabete.

L’addestramento è un sistema che ha enormi limiti, dato che il principio su cui si basa è la risposta diretta a una proposta (comando):

  • il cane riceve un input > effettua un’azione come risposta> riceve una ricompensa come un bocconcino appetitoso, una carezza, un “bravo”.
Addestramento chiavi in mano 2

Limiti dell’addestramento nei cani allerta

Manca però qualcosa che rende il protocollo basato sull’addestramento inaffidabile ai fini dell’esigenza medica. Innanzitutto, la malattia del diabete non si presenta sempre allo stesso modo, ma è diversa per ogni essere umano. C’è chi ha un andamento glicemico più stabile, chi invece ha continue ipo e iperglicemie. 

Pro e contro

Dal punto di vista medico, ogni persona è differente, così come il modo di affrontare la malattia è diverso da soggetto a soggetto in base a età, indole, situazione sociale e familiare.

Ci sono centinaia di fattori diversi che non possono essere codificati in un addestramento, anche nel percorso più completo e complesso.

Il cane allerta, quindi, deve essere capace di adattarsi a tutti questi aspetti. Ciò comporta che non può essere preparato fuori dall’ecosistema familiare, ovvero la casa della persona diabetica, ma deve essere parte integrante della famiglia.

L’addestramento “chiavi in mano” ha proprio questi limiti. Ovviamente, ciò che attrae le persone è il fatto di avere un cane già pronto, senza dover fare nulla. Ma, come dimostrato anche da studi scientifici, mancano una serie di elementi fondamentali per renderlo un vero cane da allerta diabete: l’empatia e la conoscenza della persona con diabete.

La formazione cani allerta e l’empatia

Quando si parla del protocollo di Progetto Serena, il termine utilizzato, ci ripete più volte il dottor Roberto Zampieri, è la formazione in famiglia

Empatia 3

Il cane non impara solo specifici comportamenti, ma acquisisce una capacità di valutazione delle crisi glicemiche. In base alla loro gravità, agisce di conseguenza. Avete capito bene: il cane impara a pensare, non a rispondere a un semplice comando.

Ciò è possibile grazie alla forte relazione empatica che si crea tra il cane allerta e la persona con diabete. Questa relazione si può instaurare solo in un modo: il cane e la persona crescono insieme nel percorso D.A.D. (Diabetic Alert Dog).

L’empatia nei cani allerta diabete

Nel protocollo in famiglia l’empatia è il risultato di diversi aspetti. L’animale è della famiglia, vive ogni giorno con la persona con diabete e con la famiglia (nel caso di minori e adolescenti). La formazione avviene a casa con un istruttore qualificato in cani allerta che effettuerà una o due lezioni a settimana.

Ruolo attivo della famiglia

La persona con diabete e la famiglia sono parte attiva del percorso, effettuando gli esercizi con il cane durante la lezione e ripetendoli durante la settimana. Questo sistema crea un legame indissolubile tra la persona con diabete/famiglia e il cane. Quest’ultimo apprende così in modo diretto quali sono i comportamenti di chi assiste, la sua routine quotidiana e l’andamento delle crisi ipoglicemiche e iperglicemiche.

Caregiver a quattro zampe

Il cane vive gli effetti delle diverse crisi glicemiche sulla persona che assiste. Compito dell’istruttore è quello di dare al cane gli strumenti con cui agire. Quindi, in base alla crisi, il cane allerta valuterà se segnalarla, oppure chiamare subito aiuto, dato che la persona con diabete non ha le forze per effettuare la correzione.

Questo rende un cane allerta un caregiver a quattro zampe, diventando un supporto con enormi benefici medici, fisici, psicologici e sociali che migliorano la qualità di vita delle persone con diabete.

  Addestramento cani allerta chiavi in mano: FAQ

Cosa significa formazione in famiglia di un cane allerta diabete?

La formazione in famiglia è un protocollo nato nel 2014 che prepara i cani allerta direttamente a casa della persona con diabete. Il cane fa parte integrante della famiglia, la quale è parte attiva nel processo di formazione, seguita da un tecnico specializzato che tiene una lezione a settimana.

Perché si parla di formazione e non di addestramento del cane allerta diabete?

Con la formazione per cani allerta, il cane impara a riconoscere le variazioni glicemiche e a valutare come comportarsi in base alla loro pericolosità. Questo approccio va oltre il semplice addestramento, che si limita a insegnare risposte a comandi specifici.

Chi prepara in Italia i cani allerta nel diabete?

Oggi c’è un’unica associazione in Italia che prepara i cani allerta seguendo il protocollo in famiglia: Progetto Serena APS.

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