Ipoglicemie e cani per diabetici

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Ipoglicemie e cani per diabetici
Ipoglicemia e cani per diabetici
Scopri come i cani per diabetici possano migliorare la qualità di vita di chi ha il diabete di tipo 1, grazie alla loro capacità di anticipare le ipoglicemie.

Tempo di lettura: 9 minutes

Indice dei contenuti

L’ipoglicemia è l’ombra invisibile di chi convive con il diabete di tipo 1. Spesso arriva in modo asintomatico e imprevedibile, trasformando la gestione quotidiana dell’insulina in una vera e propria sfida.

Sappiamo che la tecnologia è precisa e affidabile, ma anche i dispositivi più avanzati possono avere dei limiti temporali nella rilevazione dei crolli glicemici. È qui che entra in gioco una risorsa biologica straordinaria: il cane da allerta diabete.

Un cane da allerta preparato con il protocollo di Progetto Serena non sostituisce il medico, né i controlli di routine. È capace di sentire le più piccole variazioni di odore che si verificano durante una crisi glicemica e di segnalarle.

Se convivi con il diabete o se sei un genitore che lotta ogni notte contro la paura delle crisi notturne di tuo figlio, sei nel posto giusto. In questo articolo scopriremo come la straordinaria sinergia tra uomo e cane possa restituire autonomia, serenità e una nuova qualità della vita.

Ipoglicemie e diabete di tipo 1

Le ipoglicemie, termine con cui si indica un livello di glucosio nel sangue al di sotto del livello minimo di 70 mg/dl (milligrammi per decilitro), sono tra gli effetti collaterali più comuni legati alla somministrazione di insulina

Questo ormone ha la funzione di abbassare i livelli di zuccheri nel sangue, facilitandone l’ingresso nelle cellule. Tuttavia, nelle persone con diabete di tipo 1 questo processo a volte può avvenire in modo troppo veloce, con un improvviso crollo dei valori glicemici e conseguenze che portano a effetti negativi per il benessere di chi ha il diabete. 

In particolare, questi episodi si verificano senza preavviso e anche a distanza di tempo dalla somministrazione dell’insulina. Nei bambini le ipoglicemie possono non essere percepite, soprattutto in quelli più piccoli generando angoscia nei genitori che li controllano continuamente. Per gli adolescenti e gli adulti il loro manifestarsi può essere molto deleterio per l’equilibrio psico-fisico.

 I rischi delle ipoglicemie

Le ipoglicemie comportano delle conseguenze per chi ha il diabete di tipo 1, sia nel breve termine che nel lungo termine. Un crollo degli zuccheri nel sangue porta a:

  • sudorazione;
  • tremori;
  • senso di affaticamento;
  • difficoltà a concentrarsi. 

Inoltre, uno dei rischi più temuti è quello del cosiddetto coma glicemico, uno stato di incoscienza dovuto proprio al calo degli zuccheri.

Nel lungo termine gli effetti sul corpo e sulla qualità di vita di bambini, adolescenti e adulti sono diversi. Le ipoglicemie portano a conseguenze neurologiche con danni cerebrali e disturbi della memoria

Non da meno sono gli effetti che possono produrre sul corpo: aritmie, indebolimento del muscolo cardiaco, traumi dovuti a svenimenti o a capogiri, fino al decesso.

Le persone che vivono ogni giorno con il diabete di tipo 1 sono supportate dalle nuove tecnologie con strumenti sempre più precisi, grazie ai quali è possibile somministrare insulina in modo regolare, oltre ad avere segnalazioni di improvvisi cali glicemici. 

Eppure, anche tutta questa tecnologia non riesce a prevedere un’ipoglicemia, soprattutto se è asintomatica. Ecco che in questo contesto si collocano i cani da allerta per il diabete che possono salvare la vita e migliorarla quotidianamente.

Non sono un dottore, non mi sostituisco a nessuna moderna tecnologia, non curo il diabete, ma se ti prenderai cura di me… io mi prenderò cura di te per sempre.

Cani per diabetici e le ipoglicemie

Un cane da allerta diabete, o comunemente cane per diabetici, è un cane preparato da un istruttore qualificato e secondo un protocollo specifico a rilevare le variazioni di glicemia nel sangue. 

Come fa un cane da diabete a fare ciò? La natura lo ha dotato di uno strumento potentissimo: il fiuto, capace di rilevare anche le più piccole variazioni di odore dei VOC (composti organici volatili). Sono microparticelle emesse da qualunque corpo umano che nelle fasi di crisi glicemica acquisiscono un odore particolare.

Grazie a un protocollo conosciuto oggi come D.A.D. (Diabetic Alert Dog), il cane impara ad associare le variazioni di odore delle persone con diabete – tipiche delle iperglicemie e delle ipoglicemie – e a segnalarle in diverso modo. Quindi, un cane da diabete rappresenta un sistema di allerta biologico di per sé unico.

Quali vantaggi offre un cane allerta nelle ipoglicemie?

Precisiamo sin da subito che un cane da allerta non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete né riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. 

Il ruolo di un cane da allerta diabete è di supporto. Ma allora, perché è così utile? È grazie al percorso di formazione D.A.D.F svolto in famiglia con la supervisione di un istruttore qualificato che il cane diventa indispensabile per chi vive ogni giorno con il diabete. Questa formazione gli permette di:

  1. individuare il verificarsi di un’ipoglicemia e segnalare nel momento in cui si verificano;
  2. svolgere una funzione di aiuto come caregiver durante le ore notturne;
  3. essere un supporto fisico e sociale per chi vive il diabete ogni giorno e per la famiglia.

1. Individuare le ipo

Diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato che i cani da allerta riescono a segnalare il 98% delle variazioni glicemiche con certezza. 

Inoltre, sempre la scienza ha dimostrato che sono capaci di individuare le variazioni glicemiche nel momento in cui sono in atto. Anticipano persino le tecnologie per il diabete più avanzate dai 5 ai 30 minuti. Non è fantascienza. Il motivo è che non sono soggetti al lag time, ovvero il tempo di ritardo che impiega il glucosio a scendere nelle cellule interstiziali. I cani invece utilizzano i VOC, quindi un sistema di rilevazione diversa. A questo si aggiunge la particolare formazione tramite il protocollo in famiglia.

La formazione in famiglia è un protocollo unico per i cani da allerta, sviluppato in Italia nel 2014 a opera del dottore in Scienze della formazione Cinotecnica Roberto Zampieri

Questo protocollo prevede come fondamento che il cane da allerta sia:

  •  della famiglia;
  •  deve crescere in famiglia;
  • avere un contatto costante e continuativo con la persona con diabete. 
Formazione in famiglia

Quest’ultima è parte attiva della formazione del cane: insieme a un istruttore per cani da allerta, effettuerà gli esercizi e li ripeterà nel corso della settimana. Grazie alla formazione in famiglia si rafforza il legame empatico cane-persona con diabete, che permette al cane di riuscire a riconoscere le variazioni comportamentali che una persona con diabete ha nel momento in cui si verifica un’ipoglicemia.


È stato dimostrato che ogni persona effettua diversi comportamenti, anche insignificanti, quando si verifica un crollo glicemico. Il cane riesce a interpretare i comportamenti dei diabetici e, in più, grazie al fiuto, individua la microvariazione di odore legata al calo glicemico. Questi due elementi messi insieme permettono al cane di prevenire il crollo glicemico e di segnalarlo.

 2. Le chiamate notturne

Gli episodi di ipoglicemia che avvengono durante la notte sono tra quelli più pericolosi. Per prevenirli si utilizzano sveglie all’ora in cui è necessario somministrare l’insulina, oppure ci si affida all’allarme del glucometro. 

La notte è vissuta spesso con angoscia, dato che i crolli glicemici sono imprevedibili, ma soprattutto un allarme si può non sentire: la conseguenza potrebbe essere un coma ipoglicemico e in alcuni casi anche la morte. 

Questo aspetto porta alcune persone con diabete ad evitare di assumere insulina, con la conseguenza opposta di vivere crisi di iperglicemia, altrettanto pericolose. In tutte le famiglie il sonno non è mai di qualità, dato che a turno ci si sveglia per il controllo, generando conseguenze diverse nell’affrontare la giornata.

Cane allerta che sveglia una bambina

Cosa c’entra in questo contesto un cane da allerta? I cani per diabetici sono un sistema di vigilanza notturna delle crisi glicemiche quasi perfetto. 

Un allarme può non sentirsi, ma l’abbaio di un cane o la sua zampata non lascia indifferenti. Inoltre, i cani da allerta sono preparati a chiamare aiuto fino a quando la persona con il diabete non si sveglia e si corregge, o una persona non interviene

La loro presenza è fonte di sicurezza per i genitori e la persona che vive il diabete, con l’effetto di:

  • migliorare la qualità del sonno;
  • generare tranquillità in famiglia;
  • affrontare con più serenità le ore notturne.

3. Essere di supporto alla famiglia

Non da ultimo si devono considerare i vantaggi che un cane allerta genera a tutto il gruppo familiare. Spesso ci si concentra solo su chi ha il diabete, senza considerare le ansie, i timori e i continui cambiamenti che fanno parte del mondo di chi vive con una persona con questa patologia. 

Nel caso delle ipoglicemie tanto temute, il cane diventa un supporto silente e sempre presente. I genitori possono dare più indipendenza ai figli, cosa tanto importante per la crescita dei bambini e ancora di più per l’autostima degli adolescenti, permettendo loro di vivere la propria vita senza il costante controllo da parte loro. 
Il cane diventa quindi un supporto che condivide la cura della persona con diabete.

Ipoglicemie e cani allerta: a chi rivolgersi

A chi rivolgersi per un cane allerta diabete? La risposta è piuttosto semplice: in Italia, esiste un’unica associazione in possesso del protocollo D.A.D. (Diabetic Alert Dog) in famiglia: Progetto Serena APS.

È un ente di promozione sociale senza scopo di lucro, nato proprio nel 2014, anno in cui il protocollo per i cani allerta diabete è stato creato da Roberto Zampieri. 

L’associazione è stata fondata in onore di Serena Zampieri, scomparsa in giovane età. La sua funzione è proprio quella di promuovere il protocollo D.A.D., formando i cani allerta in famiglia in tutta Italia.Oggi sono più di 200 i cani che supportano le famiglie, un numero che continua a crescere giorno dopo giorno.

Ipoglicemia e cani allerta: FAQ

Perché i cani allerta possono essere utili per le ipoglicemie?

I cani allerta sono formati per riconoscere le variazioni glicemiche nelle persone con diabete di tipo 1 o di tipo 2, sia in caso di ipoglicemia che di iperglicemia, con un’accuratezza del 98% nelle rilevazioni.

Come fa un cane a prevenire le ipoglicemie?

I cani allerta diabete preparati secondo il percorso D.A.D. (Diabetic Alert Dog) in famiglia di Progetto Serena APS sono in grado di individuare le variazioni glicemiche con 15-30 minuti di anticipo. Questo è possibile grazie alla loro eccezionale capacità olfattiva, unita all’abilità di interpretare i cambiamenti comportamentali legati alle fluttuazioni glicemiche.

Che significa che il cane allerta è formato in famiglia?

La preparazione di un cane allerta in famiglia implica che il cane appartiene alla famiglia e vive quotidianamente con la persona affetta da diabete. Sia quest’ultima che i membri della famiglia sono parte attiva nella sua formazione, il tutto sotto la supervisione di un istruttore qualificato

Chi prepara il cane allerta diabete in Italia?

In Italia, l’unica associazione che prepara i cani allerta diabete secondo il protocollo D.A.D. in famiglia è Progetto Serena APS.

Contatta Progetto Serena

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