Glucometro: cos’è a cosa serve e come funziona

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Glucometro: cos’è a cosa serve e come funziona
Cos'è il glucometro
Il glucometro è un dispositivo tecnologico indispensabile per chi ha il diabete, grazie a cui si possono conoscere in tempo reale i livelli di glucosio nel sangue. Scopri come funziona e come utilizzarlo.

Tempo di lettura: 7 minutes

Indice dei contenuti

La diagnosi di diabete è un evento che cambia le abitudini familiari e proprie, con un certo disorientamento per il dover apprendere termini medici e utilizzare strumenti tecnologici come il glucometro. 

Questo apparecchio salva la vita ogni giorno a miglia di persone che hanno il diabete dato che rileva in tempo reale i valori glicemici del sangue. Conoscere come funziona è fondamentale per affrontare il diabete ogni giorno. In questa guida facciamo chiarezza sulle domande principali degli utenti: cos’è il glucometro, a cosa serve, come funziona e come richiederlo. Infine lo confronteremo con altre tipologie di rilevamento come i cani da diabete sempre più diffusi in Italia.

La presente guida,  anche se realizzata in collaborazione con professionisti del settore medico, ha solo fine informativo. Vi consigliamo sempre di rivolgervi al vostro medico o a uno specialista nel settore della diabetologia e dell’endocrinologia.

Cos’è

Il glucometro è un dispositivo elettronico portatile, da utilizzare per il monitoraggio del glucosio nel sangue. È uno strumento compatto, tascabile e semplice da usare, pensato proprio per essere portato sempre con sé ovunque.

Dal punto di vista della strumentazione, il kit classico del glucometro è composto da:

  • lettore centrale: il dispositivo si compone di uno schermo digitale che elabora e mostra il valore glicemico e di una sezione in cui inserire le strisce reattive;
  • penna pungidito: un dispositivo a scatto regolabile dove inserire un ago monouso (lancetta) per effettuare una microscopica puntura sul polpastrello;
  • strisce reattive: sottili lamelle monouso da inserire nel dispositivo, sulle quali si deposita la goccia di sangue.
Come funziona il glucometro

A cosa serve

Il glucometro ha la funzione principale di calcolare la glicemia istantanea, cioè la quantità esatta di zucchero presente nel sangue in quel preciso momento. Questa misurazione è indispensabile per:

  1. automonitoraggio: capire tempestivamente se lo zucchero è troppo basso (ipoglicemie) o troppo alto (iperglicemie) permette di intervenire ed effettuare una correzione;
  2. migliorare la terapia: aiuta il medico diabetologo e la famiglia a capire se le dosi di insulina o la terapia farmacologica sono adeguate allo stile di vita;
  3. verificare l’effetto del cibo e dell’attività fisica: permette di osservare come varia la curva glicemica dopo un pasto o dopo una passeggiata.
  4. sicurezza: anche per chi utilizza i sensori sottocutanei (CGM), il glucometro rimane l’unico strumento tecnologico di conferma immediata in caso di dubbi o quando la glicemia sale o scende molto velocemente (evitando il cosiddetto lag time o tempo di ritardo del sensore).

Come funziona

Quando si deposita una goccia di sangue sulla striscia reattiva, e lo si inserisce nel glucometro avviene una reazione chimica ed elettrochimica.

Sulla striscia è presente un enzima specifico che venendo in contatto con il sangue innesca una reazione di ossidazione: l’enzima “cattura” le molecole di glucosio (zucchero) e le trasforma chimicamente. Durante questo processo vengono liberate piccolissime particelle cariche, gli elettroni.

Funzionamento del glucometro

La striscia contiene al suo interno microscopici elettrodi. Gli elettroni liberati dalla reazione chimica vengono attirati verso questi elettrodi, generando una minuscola corrente elettrica. L’intensità di questa corrente è direttamente proporzionale alla quantità di zucchero presente nel sangue: più glucosio c’è, più elettroni vengono liberati e più forte sarà la corrente.

In appena 3 o 5 secondi, il microchip del glucometro misura questa carica elettrica, applica un algoritmo matematico e la traduce nel numero preciso che leggete sullo schermo espresso in mg/dL. Una tecnologia complessa racchiusa in una semplice goccia.

Come si utilizza

Di seguito abbiamo inserito la procedura così come indicata all’interno delle linee guida dell’apparecchio. In ogni caso per le prime volte consigliamo sempre di chiedere supporto a un diabetologo o ad un infermiere.

  1. Preparazione: lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone, poi asciugarle bene. L’acqua calda favorisce l’afflusso di sangue e la pulizia evita che residui di zucchero presenti sulle dita falsino il risultato;
  2. Inserimento della striscia: inserire una striscia reattiva nuova nello slot del glucometro, che si accenderà automaticamente.
  3. Prelievo: usando la penna pungidito, effettuare una micro-puntura prediligendo le parti laterali dei polpastrelli.
  4. Lettura: accostare l’estremità della striscia reattiva alla goccia di sangue. La striscia assorbirà per capillarità la quantità di sangue necessaria.
  5. Risultato: in 3-5 secondi, l’enzima presente sulla striscia reagisce con il glucosio producendo un microscopico segnale elettrico. Il lettore traduce questa intensità elettrica mostrandoci il valore preciso della glicemia in mg/dl.
Utilizzo del glucometro

I dati registrati dal glucometro possono poi essere trascritti su un diario glicemico cartaceo o scaricati tramite app per essere analizzati insieme al proprio team diabetologico.

Come richiederlo in Italia

In Italia, il glucometro e tutto il materiale di consumo correlato (strisce reattive, lancette pungidito e aghi) rientrano nei dispositivi forniti gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tramite i Piani Terapeutici dedicati alle persone con diagnosi di diabete.

La procedura per richiederlo è strutturata in questo modo:

  1. Visita diabetologica: il medico diabetologo del centro specialistico (o la diabetologia pediatrica) valuta la situazione, definisce il tipo di diagnosi e la terapia corretta.
  2. Piano Terapeutico: Lo specialistico compila il Piano Terapeutico, indicando il modello di glucometro idoneo e il fabbisogno periodico di strisce e lancette necessarie per i controlli stabiliti.
  3. Prescrizione del Medico di Base / Pediatra: con il piano specialistico, ci si rivolge al proprio Medico di Medicina Generale o al Pediatra di Libera Scelta, che emette le ricette per la richiesta dell’apparecchio e del materiale.
  4. Ritiro in farmacia o alla ASL: in base alle normative della propria Regione di residenza, il glucometro e le strisce possono essere ritirati direttamente nella farmacia di fiducia oppure presso gli sportelli della Distribuzione Diretta della propria ASL di appartenenza.

In caso di malfunzionamento, smarrimento o necessità di rinnovo dei dispositivi, basterà fare riferimento al proprio centro diabetologico di riferimento o al medico curante per l’aggiornamento del Piano Terapeutico.

Glucometro e supporto biologico

Dal punto di vista emotivo, le continue punture capillari possono generare un po’ di ansia, specialmente nei bambini e nei genitori. 

Questo stress può essere attenuato affiancando al glucometro un supporto biologico, come un cane da diabete di Progetto Serena Onlus, preparato con il protocollo A.D.F (Alert Dog Family) a individuare le ipoglicemie e iperglicemie. Il cane è infatti capace di rilevare le variazioni di odore dei VOCs, composti organici volatili, che vengono emessi da ogni corpo e, nel caso di chi ha il diabete, hanno una specifica forma chimica durante le crisi glicemiche. 

Tuttavia, il cane da diabete non sostituisce un glucometro, ma è solo di supporto. Ciò significa che il cane può offrire la sicurezza al 98% di essere in un Time Range con glicemia normale, fino a quando non segnala. 

Quando avviene la segnalazione, la persona con diabete o i genitori (nel caso dei minori) devono comunque verificare se si è in ipoglicemia o iperglicemia attraverso il glucometro. Il vantaggio di un cane da diabete è che si riducono nettamente le punture di controllo durante la giornata, dato che si interverrà solo nel momento in cui c’è una segnalazione.

Domande Frequenti

Il glucometro fa male quando si punge il dito?

I dispositivi moderni utilizzano lancette ultrasottili e penne pungidito con profondità regolabile. Regolando la profondità al minimo necessario ed effettuando la puntura sui lati del polpastrello (e non al centro), il fastidio è minimo e impercettibile, adatto anche ai bambini più piccoli.

Se ho un sensore di monitoraggio continuo (CGM) devo usare comunque il glucometro?

Sì. Anche se i sensori mostrano l’andamento continuo della glicemia, il glucometro capillare è essenziale in tre occasioni: se i sintomi provati non corrispondono a ciò che dice il sensore, in presenza di variazioni glicemiche molto rapide (quando il sensore registra un ritardo fisiologico di lettura) o quando il sensore stesso richiede una calibrazione manuale.

Un cane da allerta diabete può sostituire le punture del glucometro?

Assolutamente no. Il cane da allerta è un eccezionale supporto biologico ed emotivo che segnala tempestivamente l’inizio di un’oscillazione glicemica. Tuttavia, il cane non indica se è in atto una ipoglicemia o iperglicemia e qual è l’esatto valore.

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