Cani allerta diabete funzionano?

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Cani allerta diabete funzionano?
Cani allerta diabete cosa dice la scienza
Oggi la scienza ha prove concrete su come i cani allerta diabete riescono a riconoscere la glicemia in una persona con il diabete segnalando le iper e le ipoglicemie. Ecco alcune delle ricerche più recenti.

Tempo di lettura: 7 minutes

Indice dei contenuti

I cani allerta diabete sono cani preparati a segnalare le variazioni dei livelli di glucosio nel sangue. Sono cani comuni che diventano eccezionali grazie a un preciso protocollo strutturato e che ha delle basi scientifiche.

Negli ultimi anni l’interesse verso questi animali è aumentato grazie a numerose esperienze documentate, potando le persone con il diabete a porsi diverse domande sulla reale efficacia dei cani allerta diabete.

Le documentazioni scientifiche sono davvero tante con studi che negli ultimi 10 anni hanno dimostrato:

  • L’elevata capacità olfattiva dei cani nell’individuare le variazioni chimiche nel corpo umano;
  • affidabilità delle segnalazioni dei cani allerta;
  • il ruolo della formazione.

Di seguito trovi le principali ricerche più recenti su questo argomento.

Le capacità olfattiva dei cani

I primi studi scientifici sulle capacità dei cani di individuare particolari molecole e discriminarli risalgono agli anni 1970 e 1980.

  • Prima vennero individuate le rafts (zattere), composte da una media di 40.000 cellule epiteliali rilasciate ogni minuto da un corpo umano e che l’olfatto dei cani è capace di individuare.
  • Poi si è passato alla scoperta dei VOCs, da parte del premio nobel per la chimica, dottor Linus Paulin. Sono composti organici volatili emessi attraverso pelle, respiro, sudore da qualunque corpo e che determinano una traccia chimica unica.

Nel 2014 sono stati effettuati due studi paralleli per testare l’accuratezza diagnostica dei cani formati con un protocollo medico. Il primo effettuato dal Dott Gianluigi Taverna (Istituto chimico Humanitas) in collaborazione con il centro veterinario di Grosseto e un altro da perte di Elliker e Debora L. Wells, presso la Queen’s Univerity di Blefast. Entrambi sono giunti a concludere che:

  • esiste un impronta metabolica unica, che si determina in base al verificarsi di reazioni chimiche legate a una specifica patologia;
  • l’olfatto dei cani è capace di individuare le concentrazioni di VOCs nell’ordine delle parti per trilione, e con una capacità mille volte più sensibili della maggior parte degli strumenti tecnologici;
  • I cani da rilevamento biologico non reagiscono a singole molecole isolate, ma a un “pool” una combinazione specifica di VOCs.

Il diabete rientra tra quelle patologie che determinano una scia chimica dei VOCs unica, e come tale i cani possono essere preparati ad individuarla.

I cani rilevano dal 94% al 98% delle variazioni glicemiche

In una ricerca del 2019 condotta nel Regno Unito su 27 cani addestrati per l’allerta nel diabete. I risultati hanno mostrato la loro sensibilità su circa 4.000 episodi di variazioni glicemiche,  con una capacità di individuare il  94% degli episodi di ipoglicemia, mentre per gli episodi iperglicemici la percentuale è del 91%.

Nel complesso la media di segnalazioni di una variazione glicemica è stata tra il 80% e il 94% con alcuni animali che sono stati capaci di avere un’accuratezza del 98% delle variazioni.  

affidabilità dei cani allerta diabete

Il ruolo della formazione

La capacità del cane di individuare le variazioni della glicemia cambia da cane a cane. A incidere però non è la razza o la capacità olfattiva del singolo animale.

La differenza è nel protocollo di formazione D.A.D (Diabetic Alert Dog) utilizzato per insegnare al cane a individuare le variazioni di glicemia. Quindi la preparazione del cane.

Ad esempio, uno studio esplorativo pubblicato sul National Library of Medicine del 2020 su 18 cani ha dimostrato che i cani non preparati secondo un protocollo segnalavano spontaneamente solo circa il 36% degli episodi ipoglicemici con un tasso abbastanza alto di falsi allarmi.

Le segnalazioni salivano al 70% per i cani che iniziavano la formazione D.A.D. tradizionale con un percorso effettuato in un apposito centro di preparazione e successivamente trasferiti alle famiglie.

Uno studio del 2024 della dottoressa Emily Shoesmith della Cambridge University ha dimostrato che la preparazione di un cane che avviene direttamente con la persona affetta da una specifica patologia, porta la percentuale di segnalazioni tra il 98% e il 99%.

Lo studio ha evidenziato il ruolo del family dog, il cane che vive ogni giorno la vita quotidiana di chi ha il diabete, l’autismo, l’epilessia o altra patologia e di come il forte legame empatico non sia un’opzione ma un elemento fondamentale per la preparazione del cane.

Lo studio del Cambridge University ha evidenziato come riduttiva la tradizionale metodologia, confermando invece l’intuizione del 2014 del dottor Roberto Zampieri fondatore di Progetto Serena di creare il primo e unico protocollo per cani allerta in famiglia in Europa.

Capacità di riconoscere le variazioni comportamentali

C’è anche un’altra capacità dei cani legata alla loro interazione sociale ed empatica con la persona con diabete che supportano. Uno studio ha dimostrato che i cani possono percepire anche i cambiamenti comportamentali della persona con il diabete legati alle variazioni glicemiche.

Già negli anni ’90, si era evidenziato su un gruppo di 127 cani non addestrati all’allerta diabete che circa il 40% cambiava modo di comportarsi nel momento in cui i loro proprietari con diabete avevano una crisi glicemica.  

Una successiva ricerca pubblicato nel 2015 sul National Library of Medicine ha riportato un sondaggio da parte di proprietari di cani allerta diabete formati e non preparati.

Su oltre 100 proprietari con diabete circa 2/3 dei cani avevano manifestato qualche reazione (agitazione, abbaiare, ringhiare, leccare o spingere il proprietario) di fronte a un episodio importante di variazione glicemica. Nella maggior parte dei casi i proprietari hanno notato che il cane sembrava accorgersi dell’ipoglicemia ancor prima che loro stessi ne avessero consapevolezza.  

Fattori olfattivi comportamentali cane allerta diabete

Questi dati sono stati rafforzati dalla successiva ricerca del 2024 dell’Università del Cambridge secondo cui con un’adeguata formazione il cane combini input – olfattivi e comportamentali – per riconoscere che “qualcosa non va” nella persona che assiste.

Un fattore che sottolinea l’importanza di creare una forte relazione empatica tra il cane e la persona con il diabete grazie alla quale si permette al cane di cogliere anche i più piccoli segnali fisiologici del proprietario in difficoltà.

Tali segnali potrebbero includere variazioni nell’odore corporeo (sudorazione fredda, alito differente) ma anche indizi comportamentali involontari della persona (ad esempio irrequietezza, tremori, cambiamenti nel respiro o nel modo di muoversi quando la glicemia scende).

Nonostante l’evidenza a favore del ruolo centrale dell’olfatto, il meccanismo preciso resta ancora sotto studio. Le varie ricerche in corso, compreso quelle in Italia ad opera di Progetto Serena in collaborazione con il professor Bonora dell’Università di Verona, mirano proprio a identificare con precisione tutti i marcatori biologici che i cani fiutano e a capire come sfruttarli al meglio anche per migliorare i sensori artificiali in futuro.

Il cane allerta funziona?

Le ricerche degli ultimi anni dimostrano come i cani allerta diabete funzionano e anche in modo eccezionale.

I cani allerta diabete rappresentano una strategia innovativa e complementare per la gestione del diabete, con un crescente corpo di evidenze scientifiche a supporto della loro efficacia. Questi cani hanno dimostrato la capacità di rilevare tempestivamente le variazioni glicemiche, in particolare le ipoglicemie, spesso fornendo un avvertimento salvavita.

I meccanismi principali alla base delle loro abilità sono di natura olfattiva – cogliendo segnali chimici nel respiro, nel sudore del paziente e di altre molecole che acquisiscono un particolare odore nelle fasi di ipo-iperglicemia – coadiuvati dall’attenzione ai cambiamenti comportamentali del loro compagno umano.

In un’epoca in cui la tecnologia per le persone con il diabete (sensori glicemici, trapianti/pancreas artificiali) sta avanzando rapidamente, i cani allerta diabete offrono qualcosa di unico: un connubio tra biologia e affetto, dove un animale addestrato con cura può non solo segnalare una crisi in arrivo, ma farlo con quell’attenzione amorevole che solo un compagno a quattro zampe può dare.

Cani allerta funzionano: FAQ

Come fa un cane allerta a fiutare il diabete?

Un cane allerta non fiuta il diabete, ma le variazioni di odore emesse dal corpo umano i VOC nel caso delle crisi di iperglicemia (zuccheri alti) e ipoglicemia (zuccheri bassi)

Qual è la percentuale di segnalazioni esatte nei cani da diabete?

I cani da diabete preparati con il protocollo di Progetto Serena APS riescono a segnale in modo esatto il 98% delle variazioni glicemiche.

I cani allerta diabete funzionano?

Sì i cani allerta diabete riescono oggi a rilevare il 98% delle variazioni glicemiche in una persona con il diabete e grazie al protocollo D.A.D. a segnalarle.

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