Io non posso entrare.” Per una persona con diabete che vive in simbiosi con il proprio cane allerta, questo cartello non è un semplice divieto: è un ostacolo alla tutela del suo benessere.
Mentre l’accesso ai cani da compagnia o ai supporti emotivi (ESA) resta a discrezione degli esercenti, per i cani da assistenza medica il discorso è ben diverso. Siamo in una fase cruciale: con la Legge di Bilancio 2025 l’Italia ha finalmente tracciato la strada per una normativa organica sui cani da assistenza, ma il passaggio dai decreti attuativi alla realtà quotidiana è ancora lunga.
Oggi, il diritto di accesso dei cani da assistenza si basa su un mosaico di normative regionali e sulla Legge 67/2006 contro le discriminazioni. Ma come si applicano queste norme ai cani allerta diabete di Progetto Serena? La confusione tra gestori di locali pubblici e proprietari è il primo ostacolo da abbattere.
In questa guida pratica, facciamo chiarezza definitiva: ecco tutto ciò che devi sapere per muoverti in totale libertà e sicurezza con il tuo cane da diabete.
Normativa sui cani da assistenza
Il Governo è al lavoro per una legge che equipari i diritti dei cani guida a quelli dei cani da assistenza.
Ricordiamo che i cani guida sono gli unici animali da assistenza oggi riconosciuti e in quanto tale possono: entrare ovunque e sono esenti dalle spese di trasporto.
Il disegno di legge sui cani di assistenza è stato inserito nella Legge di Bilancio 2025. A settembre è previsto un tavolo tecnico con le principali associazioni del settore per definire proprio alcuni aspetti pratici legati ai cani da assistenza.
Con la nuova legge si equiparano i cani da assistenza certificati con quelli guida e quindi potranno entrare ovunque, essere trasportati gratuitamente vicino al passeggero e non dovranno portare la museruola in pubblico. Per adesso, però per entrare in un luogo in cui non sono ammessi i cani si fa riferimento alle seguenti norme:
- Legge 67 del 01/03/2006;
- eventuali leggi regionali.

La Legge 67 del 01/03/2006 sulla tutela per le persone con disabilità in presenza di discriminazioni. All’art 1 sancisce il principio di parità di trattamento per chi soffre di una precisa disabilità, come il diabete, contro la discriminazione diretta (comma 2) e indiretta (come 3).
In questo secondo caso si fa riferimento a un “comportamento o a un patto che metta una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto alle altre”. È il caso di non permettere l’accesso di un cane di assistenza.
Ad oggi solo la Liguria ha anticipato la normativa nazionale equiparando i cani da assistenza a quelli guida se questi ultimi sono certificati da enti riconosciuti.
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Dove può andare il cane da diabete
In base alla legge 67 del 01/03/2006, in modo indiretto, si sancisce il diritto di chi vive una disabilità a essere accompagnato dal proprio supporto biologico, ovvero un cane allerta, che gli permetterà così di non essere discriminato rispetto agli altri.
In teoria, il cane allerta diabete può accompagnare ovunque la persona con diabete:
- in ospedale;
- a scuola;
- nei trasporti pubblici;
- nei negozi;
- negli esercizi di ristoro (ristoranti, pub, brasserie, trattorie, osterie, ecc.);
- nei supermercati;
- nelle strutture ricettive.
L’accesso deve essere sempre consentito, anche se per regolamento interno non è previsto. Ma come spesso accade in Italia, un po’ per ignoranza e un po’ per mancanza di empatia e professionalità, chi soffre di una disabilità e ha un cane allerta deve far valere questo suo diritto. Ecco allora alcuni consigli su come fare.
1) Spiegare la normativa
Anche se accedere a un posto è un diritto per le persone con diabete, è importante mantenere sempre la calma, anche se quello che si sta vivendo non è piacevole, e spiegare con parole semplici, che:
- il cane non è da compagnia, ma da assistenza e allerta medica (si consiglia di usare queste parole);
- specificate che avete una patologia che comporta disabilità;
- il cane è educato a stare in pubblico;
- esiste una normativa, la Legge 67 del 2006, che sancisce il vostro diritto ad avere un supporto come il cane allerta diabete.
Se, dopo aver spiegato questo, il responsabile di un negozio o di una struttura ricettiva o di un’attività di ristorazione non concede l’accesso, lasciate perdere. Andate via e denunciate l’accaduto attraverso i canali previsti per legge.
2) Identificazione del cane da diabete
Un altro consiglio è fare in modo che un cane allerta venga subito identificato come tale. Le associazioni di categoria serie, come Progetto Serena APS, forniscono gratuitamente una pettorina da far indossare all’animale in cui è indicato il nome dell’associazione e la dicitura:
- – “Cane allerta diabete / Cane da assistenza”.

La pettorina non basta però ad identificare per forza che un cane è un caregiver (supporto) a 4 zampe. La legge sulla privacy stabilisce che il negoziante non può chiedere la tipologia di assistenza che svolge, ma potrà richiedere un documento che dimostriche il cane svolgeun’attivitàdi supporto per voi.
Ecco che diventa essenziale avere una certificazione.
3) La certificazione cani da diabete
Ogni cane da diabete, una volta completato il percorso di formazione D.A.D. (diabetic alert dog), deve essere dichiarato operativo.
Verrà fornito dall’associazione o ente riconosciuto di un documento chiamato: “Dichiarazione di operatività per Service Dog / Cane allerta medica“.
In questo documento sono contenute le seguenti informazioni:
- nome, cognome e dati del proprietario;
- nome e dati del cane (in modo da renderlo riconoscibile);
- dichiarazione di certificazione come Cane da assistenza (Service Dog) o allerta medica;
- denominazione dell’associazione che ha formato il cane;
- timbro e firma del responsabile dell’associazione.
4) Denunciare un abuso
Se l’accesso viene ancora negato, è consigliabile documentare l’episodio (data, ora, luogo, nome del responsabile) e procedere con un reclamo formale.
Per i trasporti, si può presentare un reclamo all’Autorità di Regolazione dei Trasporti se l’impresa non risponde in modo soddisfacente entro 60-90 giorni.
Nei casi più gravi, si può sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Il provvedimento sarà poi inoltrato a un giudice che valuterà di eliminare la situazione discriminatoria ed eventuale condannare al risarcimento chi ha commesso l’atto discriminatorio.
A chi affidarsi per un cane allerta
In questo contesto normativo diventa essenziale affidarsi a un istruttore per cani allerta specializzato che sia supportato da un’associazione non profit riconosciuta che possa rilasciare un certificato di operatività per cani allerta.
Per questo, se si è deciso di iniziare un percorso per cani allerta, è utile affidarsi solo ad associazioni di categoria qualificate e che lavorano con protocolli che abbiano basi scientifiche come Progetto Serena APS.
Dove può andare un cane da diabete? FAQ
No, per adesso i cani da assistenza non hanno un riconoscimento di legge come per i cani guida. Si dovrà attendere il disegno di legge sui cani da assistenza in fase di attuazione nei prossimi mesi.
La Legge di Bilancio 2025 ha inserito un disegno di legge sui cani da assistenza, in base al quale i cani allerta medica, come quelli da diabete, saranno equiparati ai cani guida per i non vedenti. Potranno quindi entrare ovunque, con esenzione per il pagamento dei trasporti.
L’unica associazione in Italia che prepara cani allerta diabete in famiglia secondo un protocollo strutturato e con basi scientifiche è Progetto Serena APS.

