Introduzione
Un cane da allerta medica è un cane a cui è stato insegnato a compiere azioni precise per assistere il proprio compagno umano.
Un cane da compagnia è un cane che con la sua sola presenza contribuisce a migliorare la qualità della vita di una persona.
Entrambi portano benessere a una persona con una disabilità o con una patologia. Tuttavia,
un cane da allerta medica può essere anche un cane da compagnia, ma un cane da compagnia non è un cane da allerta medica. Può diventarlo, solo se viene formato seguendo un percorso specifico.
È vero che potrebbe capitare che un cane da compagnia metta in atto un comportamento riconducibile a quello di un cane da assistenza, anche senza essere stato preparato da un istruttore qualificato. Questo spesso genera confusione, portando le persone a pensare che il proprio cane da compagnia svolge il ruolo di cane da allerta medica anche senza essere preparato con un percorso specifico.
Questo è un errore. Vediamo perché.
Confronto cane allerta medica vs cane da compagnia

Susan Lily Grace, fondatrice del National for Diabetic Alert Dog, tra le addestratrici e consulenti di cani da assistenza più conosciute negli Stati Uniti e in Europa, spiega molto chiaramente la differenza tra cani di compagnia e quelli preparati per l’allerta medica.
In diverse interviste ha ripetuto la seguente frase:
“Anche se alcuni lo desidererebbero, un cane non può addestrarsi da solo per diventare un cane da assistenza”.
I cani da compagnia offrono diversi tipi di comportamenti che potrebbero essere confusi con comportamenti di assistenza.
Alcuni, ad esempio, potrebbero segnalare un aumento della glicemia in un paziente diabetico; altri potrebbero aiutare una persona durante un attacco di panico a rilassarsi.
Ci sono stati anche episodi di cani che hanno attirato l’attenzione dei familiari per far soccorrere una persona in difficoltà.
Tuttavia, anche se ciò può accadere spesso, qualsiasi comportamento che non sia direttamente collegato a un percorso di formazione specificamente preparato e strutturato deve essere considerato soltanto un evento naturale e occasionale. Quindi non è riconducibile all’attività di un cane da assistenza medica.
Differenze tra cani allerta medica e cani da compagnia
In ognuno dei casi sopra indicati manca un elemento comune: la formazione. Grazie a un percorso fatto con un istruttore qualificato, un cane impara a svolgere compiti specifici, come:
- guidare persone cieche;
- allertare persone sorde;
- trainare una sedia a rotelle;
- segnalare una crisi glicemica;
- calmare una persona con disturbo post-traumatico (PTSD);
- svolgere altre mansioni.
L’aspetto ancora più importante è che, grazie all’addestramento, si può migliorare in modo costante la qualità della vita di una persona con disabilità o con una patologia.
Prendiamo l’esempio Francesco una persona con il diabete, affiancato da Mya una femmina di golden retriever di 5 anni preparato come cane da allerta nel diabete. Grazie alle segnalazioni di Mya, Francesco ha una vita migliore, dato che si evitano i picchi glicemici, i familiari sono più tranquilli durante la notte e può vivere la quotidianità con maggiore serenità anche fuori casa.
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Questo risultato si ottiene seguendo un percorso basato su un protocollo preciso e misurabile.
Invece, un cane da compagnia non può offrire questo tipo di supporto in modo costante, ma solo in modo occasionale e senza garantire sicurezza. Tuttavia, può diventare un cane da allerta se seguito da un istruttore competente e con un adeguata formazione.
Formazione cani allerta medica: perché è importante
Abbiamo visto che ciò che differenzia principale tra un cane da allerta medica e un cane da compagnia è il percorso di formazione con un istruttore qualificato che porta il cane ad apprendere determinate azioni e comportamenti.
Come noti parliamo di formazione non addestramento. Questa differenza non è solo semantica, ma un cane formato in un percorso strutturato per cani allerta è capace non solo di reagire a un preciso stimolo, ma anche di valutare come comportarsi al fine di aiutare la persona con la patologia.
Il percorso che porta un cane a diventare da allerta medica ha diversi vantaggi per:
- la persona assistita e i familiari;
- la figura dell’addestratore;
- nel rapporto con lo staff medico.
1. Vantaggi per la persona assistita
La formazione di un cane da allerta medica è importante innanzitutto sulla persona con una disabilità o una patologia.
Ad esempio un cane da diabete, formato con il protocollo Diabetic Alert dog (D.A.D.) di Progetto Serena APS è affidabile, nel senso che garantisce la segnalazione del manifestarsi di un evento ed è in grado di valutare anche la gravità della crisi glicemica.
Può capitare che un cani da compagnia segnali occasionalmente una variazione glicemica, ma si tratta di casualità: comportamenti che non si ripetono con costanza, soprattutto quando sarebbero realmente necessari.

Un cane da allerta nel diabete formato in famiglia, invece, è in grado di segnalare fino al 98% delle variazioni glicemiche, anche quando si verificano più volte nell’arco della giornata.
La persona con diabete ha così la sicurezza di essere assistita e potrà intervenire per regolare la glicemia prima che si verifichi un picco di iperglicemia o ipoglicemia. Ovviamente gli effetti sono anche sui familiari che potranno essere più tranquilli.
2. Effetti sugli istruttori
Il ruolo di istruttore cinofilo per cani da allerta medica non può essere svolto da chiunque. Non basta essere un istruttore cinofilo generico o avere “un cane in casa” e saperne qualcosa di cinofilia.
La formazione di un cane allerta medica si basa su un protocollo specifico, grazie al quale il cane è in grado, attraverso il proprio comportamento, di mitigare direttamente la disabilità del suo conduttore.
Un istruttore qualificato in cani da allerta medica conosce il processo necessario per trasformare un comportamento “appreso” in un’azione che il cane possa ripetere in modo autonomo o su richiesta.
Inoltre, le competenze necessarie per preparare un cane da allerta nel diabete sono diverse da quelle per un cane per l’epilessia, o per le disabilità motorie o psichiatriche.
L’istruttore davvero competente è colui che si specializza in un singolo ambito, oppure apprende in modo sistematico come insegnare diverse competenze nei vari settori della cinofilia di assistenza.
È quindi essenziale affidarsi esclusivamente a istruttori che abbiano seguito percorsi formativi strutturati, come quelli offerti da Progetto Serena.
3. Relazione con la comunità medica
Il rapporto tra cane da allerta medica, conduttore con disabilità, istruttore e medico è inevitabile, poiché i cani da allerta non sostituiscono i farmaci né le figure del medico o dell’infermiere.
L’istruttore non può svolgere il ruolo del medico, in quanto non possiede le competenze adeguate. Allo stesso modo, un medico non è un istruttore di cani da allerta medica: anche se ha conoscenze specialistiche relative a una patologia, non è in grado di addestrare un cane da allerta né di certificare il suo livello di preparazione.
A chi rivolgersi per la formazione di un cane allerta
Un cane allerta per essere affidabile deve acquisire specifiche competenze, ma è necessario che si crei una forte empatia con la persona che assiste. In questo contesto un protocollo che negli ultimi 11 anni ha ottenuto un forte successo è quello di Progetto Serena Aps.
Questa associazione di promozione sociale nata nel 2014 è l’unica in Italia ad avere un protocollo cani da allerta in famiglia, modulare e strutturato. Le sue caratteristiche sono:
- in famiglia: il cane vive a casa della persona con la disabilità crescendo insieme a lui. La famiglia e il soggetto con la patologia sono parte attiva della formazione;
- modula: è una percorso di formazione che si adatta a tutte le tipologie di disabilità;
- strutturato: è basato su una ricerca scientifica.
Cani da allerta medica vs cani da compagnia: domande frequenti
Un cane da allerta medica è un cane addestrato a compiere specifici comportamenti e azioni al fine di assistere una persona con una disabilità o una patologia.
Sì, un cane da compagnia può diventare un cane da allerta medica solo se segue un percorso con un istruttore qualificato, secondo un protocollo registrato e sotto la supervisione di un ente riconosciuto.
Sì, i cani da diabete sono stati tra i primi a essere riconosciuti come cani da allerta medica.


