Progetto Serena: storia ed evoluzione dei cani da diabete

>
>
>
>
Progetto Serena: storia ed evoluzione dei cani da diabete
Storia di Progetto Serena
Scopri la storia di Progetto Serena del protocollo D.A.D.F. alla sua evoluzione come prima associazione non profit in Italia per i cani da assistenza.

Tempo di lettura: 9 minutes

Indice dei contenuti

Da oltre 14 anni, l’associazione Progetto Serena APS prepara cani da allerta diabete, dando vita a una simbiosi persona con diabete-cane capace di migliorare la vita delle persone e salvarla. Quella che è iniziata come una sfida mossa da amore, dedizione e perseveranza, oggi è una realtà consolidata con 239 cani operativi e 89 in formazione su tutto il territorio nazionale.

Con 62 istruttori in 19 regioni, l’associazione supporta attivamente più di 300 famiglie e persone con diabete, abbattendo le barriere economiche grazie a un protocollo innovativo e accessibile. Progetto Serena è oggi  un’associazione, punto di riferimento in Italia per chi crede che un cane possa essere un supporto biologico per la propria salute.

Scopri la storia, i traguardi e l’evoluzione di Progetto Serena che l’hanno resa la prima realtà italiana nel settore dei cani da assistenza medica.

Come nasce il protocollo cani da diabete in Italia

Siamo nel 2012 quando il dottor Roberto Zampieri inizia lo studio di un protocollo modulare per la preparazione dei cani da allerta medica direttamente in famiglia. L’idea di creare un protocollo di formazione a casa delle persone nasce dalla sua esperienza negli interventi assistiti con i cani e dalla frase di una signora: “ma adesso mi porta via il cane?”. 

Queste parole fecero riflettere Roberto sulla reale efficacia dell’assistenza con cani esterni e sugli effetti che poteva avere ogni volta il loro distacco nella psicologia delle persone.

Dai cani da assistenza al diabete

Il passaggio ai cani da allerta diabete avviene nel 2013, quando Roberto è contattato dalla signora Anna Buttulini, che soffre di diabete di tipo 1: gli chiede se fosse possibile preparare un cane che supporti una persona a vivere meglio la patologia del diabete.

Roberto accetta e inizia una serie di studi rivolgendosi al mondo della cinofilia anglosassone. In Gran Bretagna e negli USA, già all’inizio del 2000, i cani da allerta diabete venivano addestrati e riconosciuti, mentre in Italia nessuno li conosceva. 

Prendendo spunto dalla metodologia anglosassone e aggiungendo la sua esperienza nel settore degli interventi assistiti e la sua visione di una collaborazione tra cane e uomo, Roberto Zampieri sviluppò quello che oggi è l’unico protocollo per cani da allerta in famiglia: il D.A.D.F. (Diabetic Alert Dog Family), cane da allerta diabete in famiglia. 

Formazione in famiglia

Il D.A.D.F

In base ad esso, un cane da allerta è preparato a riconoscere le variazioni della glicemia (ipoglicemie e iperglicemie) e a segnalarle. Niente di nuovo rispetto a quello che già veniva fatto da più di 10 anni nei paesi anglosassoni. 

Roberto Zampieri non nasconde il fatto di aver studiato con la massima attenzione l’addestramento anglosassone. Tuttavia, la sua esperienza lo ha portato a un’intuizione che rappresenta poi il successo del suo protocollo. 

Mentre nei paesi anglosassoni il cane è preparato da un istruttore e, una volta conclusa la formazione, viene portato a casa della persona con diabete, Roberto Zampieri ha rivoluzionato questo sistema, creando un protocollo in famiglia, ovvero che si svolge a casa con la persona con diabete. Il cambiamento è sia nella metodologia, sia nella possibilità di rendere accessibile a tutti il cane da diabete. Infatti, si utilizzano i cani di casa, di qualunque razza o meticci, e si riducono i costi, fino a quel momento proibitivi.

Metodo vs innovativo di Progetto Serena

Lo studio di un percorso per cani nel diabete è fatto con la collaborazione di medici operativi a Verona, tra cui diabetologi ed endocrinologi, sotto la supervisione dell’allora primario di diabetologia ed endocrinologia, il prof. Enzo Bonora. 

Si sperimenta il protocollo con 7 cani di persone non diabetiche. Dopo due anni di studi a fine dicembre 2013, inizia la sperimentazione del primo cane da diabete, Red un meticcio in supporto della signora Anna, che verrà poi presentato in occasione della festa di Santa Lucia dell’Associazione AGD Verona. Il risultato è superiore alle aspettative e partono così altri 4 percorsi per cani da diabete.

Nasce Progetto Serena

Agli inizi Roberto Zampieri si appoggiava al gruppo della protezione civile Radio Emergenza di Casaleone (VR), lavorando presso Villa Buri a Verona.

Data la valenza del progetto, per portarlo avanti in modo organizzato e raggiungere il maggior numero di persone, nel 2014 crea l’associazione Progetto Serena con il nome di: Serena 1980 AD. Il nome è in onore della figlia di Roberto Zampieri, scomparsa in giovane età.

Un anno dopo si cambia il nome dell’associazione in Progetto Serena Onlus, con un’evoluzione della forma associativa in ONLUS, quindi ente no profit (non a scopo di lucro). Il cane da allerta nel diabete diventa una realtà grazie alle condivisioni sui social delle persone in percorso. 

Nel 2015 arriva la prima presentazione ufficiale al Parco Valle del Menago di Bovolone (VR), con i primi 10 cani. Proprio in quell’evento, una segnalazione straordinaria di Jago, un meticcio Malinois, in mezzo alla folla convinse tutti che il protocollo era funzionante e che il Progetto Serena era operativo. 

A fine anno, Progetto Serena ottiene il riconoscimento dalla Trainer con il Premio Cani Eroi, premio dato ai cani che contribuiscono ad aiutare e migliorare la vita dei loro proprietari.

Progetto Serena in Italia

Progetto Serena Onlus da realtà legata al territorio veronese, nel 2016 si allarga in tutta Italia con un numero sempre maggiore di richieste di percorsi. Si effettua così il primo corso di formazione per istruttori di cani da allerta diabete in Italia, a cui partecipano più di 20 istruttori provenienti da tutta la penisola.

Esce anche il primo libro: “Un tartufo per la vita, che in breve tempo arriva al secondo posto nelle vendite di IBS e al primo posto nella classifica bestseller. Parte il primo percorso anche nel sud Italia con Mya, il primo cane da diabete in Campania. Seguono poi le altre regioni, tra cui Lazio, Sicilia, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.

Partnership AILD Progetto Serena

Nel 2017 parte il primo corso di formazione in Sardegna, con l’incontro con il Club Lions Cagliari Saint Remy, in quanto alcuni soci — tra i quali la presidente Duska Tutovic, Renato Barbon e Gianni Masala — hanno presenziato ad una giornata di lavoro. Il primo percorso di cane da diabete in Sardegna con il cane Remy, un meticcio adottato, è supportato da una donazione dei Lions.

L’incontro con il presidente dell’AILD (Associazione Italiana Lions per il Diabete), il dottor Mauro Andretta, porta alla firma di un protocollo d’intesa tra AILD e Progetto Serena APS nel 2018. Grazie al supporto dei Lions, iniziano nuovi percorsi che raggiungono quota 20 in tutta Italia.

Protocollo Cani Covid

Progetto Serena  amplia la sua attività in tutta Italia con più di 20 cani da allerta diabete operativi, 30 in preparazione e 50 istruttori in 19 regioni su 20

Nel 2021, durante il Covid, Progetto Serena ONLUS continua a dare il suo contributo sia per le famiglie con diabete, sia per affrontare la pandemia. Crea il primo protocollo in Europa per i cani da Covid-19, registrato e con pubblicazione sulla rivista scientifica Heliyon

Continua il lavoro nelle varie regioni con la preparazione di cani da allerta diabete tramite videochiamata. 

Viene creato il sito www.progettoserenaonlus.it, che diventa un punto di riferimento per il settore dei cani da allerta medica.

 Parte la ricerca scientifica con il professor Enzo Bonora sui vantaggi dei cani da diabete in chi ha questa patologia, tuttora in corso.

PSA in Sardegna

Tra il 2022- 2023, la presenza di istruttori e cani da allerta nel diabete è una realtà in quasi tutta Italia, dal nord al centro-sud e nelle isole. Si raggiungono 40 cani operativi e 100 in formazione. Progetto Serena collabora con l’ASL Sassari 1 in Sardegna per contrastare la diffusione della peste suina africana (PSA). 

Nasce così il primo protocollo al mondo di screening per rilevare la PSA in porti e aeroporti. Grazie al contributo dei cani molecolari di Progetto Serena, la PSA è stata debellata in Sardegna. Ancora oggi continua la collaborazione a fini di prevenzione biologica.

Evoluzione di Progetto Serena: il 2025

Sono stati raggiunti 200 cani operativi in 19 regioni su 20. Progetto Serena adatta il protocollo ad altre ricerche nel settore medico, tra cui l’individuazione del mesotelioma

Progetto Serena è parte attiva al tavolo della ministra Locatelli per la legge sui Cani da assistenza in Italia, in quanto è l’unica associazione con un tale numero di cani operativi. 

Riceve anche il Premio Giovanni Paolo II per i cani da diabete, riconoscimento dato a chi, con il proprio lavoro e le sue opere, contribuisce a rendere il mondo un luogo più giusto e solidale.

Progetto Serena oggi

L’attività di Progetto Serena nel sociale e nel supportare chi ha una patologia continua con nuovi progetti. Il numero di cani operativi arriva a 232, con 89 cani in formazione e 62 istruttori operativi

Ha creato il progetto “Liberi di Aiutare”, con il quale si vuole dare un sostegno all’integrazione sociale dei detenuti attraverso la formazione nel settore cinofilo.

Grazie al suo impegno e alla collaborazione con l’AILD, Progetto Serena rende possibile a qualunque famiglia italiana l’inizio di un percorso con i cani da allerta.

Puoi contribuire anche tu rendere accessibile a più famiglie un cane da diabete. Dona quello che vuoi, basta un click.

FAQ

Quando nasce Progetto Serena APS? 

Progetto Serena APS nasce nel 2012 su idea di Roberto Zampieri, esperto cinofilo veronese, con l’obiettivo di preparare cani capaci di individuare le variazioni di glicemia in chi ha il diabete.

Cos’è il protocollo in famiglia di Progetto Serena?

È l’unico protocollo in Europa modulare e con basi scientifiche per la formazione a casa di chi ha il diabete, con il cane di famiglia sotto la supervisione di un istruttore certificato in cani d’allerta.

Cos’è un cane da diabete?

Il cane da diabete è capace di rilevare le variazioni di glicemia nel sangue grazie ai VOC (composti organici volatili), micromolecole il cui odore varia nel momento in cui si verifica una ipo o una iperglicemia.

Che significa D.A.D.F nei cani da diabete?

È l’acronimo per diabetic alert dog in family, cane allerta diabete in famiglia. Identifica il protocollo innovativo creato da Progetto Serena per la formazione dei cani da diabete.

Contatta Progetto Serena

Iscriviti alla Newsletter settimanale

Registrandoti riceverai la nostra guida 2025 sul Cane Allerta Diabete 

Ricevi un'e-mail ogni sabato

Iscriviti alla nostra Newsletter settimana