Come spiegare il diabete a un bambino: 5 consigli

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Come spiegare il diabete a un bambino: 5 consigli
Come spiegare il diabete a un bambino
Spiegare il diabete ai più piccoli dopo una diagnosi non è semplice. Cosa dire, come descrivere cos'è questa patologia. Di seguito abbiamo inserito alcuni consigli per i genitori e i parenti.

Tempo di lettura: 6 minutes

Indice dei contenuti

Ricevere una diagnosi di diabete per il proprio figlio è un momento difficile, che non si vorrebbe mai affrontare. È normale sentirsi sopraffatti, ma è importante ricordare che come genitore si è il punto di riferimento per il proprio figlio

Dagli 8 ai 10 anni, i bambini sono abbastanza grandi per capire concetti scientifici semplici, ma hanno anche bisogno di rassicurazioni concrete sul fatto che la loro vita non si fermerà e continuerà ad essere eccezionale come prima

Ecco una guida con alcuni consigli per aiutarti a spiegare cosa sta succedendo, usando un linguaggio semplice, ma al contempo utile a far comprendere a un bambino cos’è il diabete e come affrontarlo da piccolo eroe e non da malato.

Questi articoli sono redatti da esperti nel settore della psicologia e della pedagogia. Non sostituiscono però i consigli del medico e del diabetologo o quelli di uno psicologo a cui consigliamo sempre di rivolgersi nel momento in cui ci si trovi ad affrontare la patologia del diabete. Hanno solo fine informativo.

1. Il corpo è come un’auto

Per iniziare, dobbiamo spiegare a cosa serve lo zucchero (glucosio). Invece di parlare di “analisi del sangue”, concetto troppo complesso, può essere utile impiegare l’esempio dell’energia. 

“Sai, il nostro corpo è come una macchina fantastica o come il tuo personaggio preferito di un videogioco. Per correre, saltare e studiare, ha bisogno di carburante. Questo carburante si chiama zucchero e si trova nelle cose che mangiamo, come la pasta, la frutta o il pane. 

Come funzionano le cellule spiegato a un bambino

Normalmente, quando mangi, lo zucchero entra nel corpo e viene utilizzato dalle cellule. Queste sono come una stanza al cui interno c’è un camino acceso che produce l’energia che ti fa muovere, pensare, giocare

Lo zucchero è un po’ come la legna di un camino: brucia e dà energia al tuo corpo. Devi però immaginare che ogni stanza abbia una sorta di porta, come quella di camera tua, che deve essere aperta per permettere allo zucchero di entrare. Per farlo serve una chiave speciale: l’insulina.”Scopri cos’è l’insulina nella nostra guida

2. La chiave magica: l’insulina

“Nel corpo c’è un piccolo organo che si chiama pancreas. Il suo lavoro è fabbricare delle chiavi magiche chiamate insulina. Queste chiavi aprono le porte delle stanze, le cellule per far entrare lo zucchero-carburante che, così, viene bruciato e diventa energia. 

Per ogni stanza è necessaria una specifica chiave ogni giorno. Considera quindi che il pancreas deve produrre tantissime chiavi per le milioni di cellule-stanze presenti nel nostro corpo.

Può capitare però che il pancreas decida di non fabbricare più queste chiavi. Senza le chiavi, lo zucchero resta fuori dalla porta, nel sangue e non riesce a darti l’energia che ti serve. Ecco perché magari ti senti stanco, nervoso o hai tanta sete. 

Questo è il diabete.”

L'insulina per i bambini

3. Diventare un piccolo scienziato

“Visto che il tuo pancreas è in vacanza, dobbiamo fare il suo lavoro noi! Diventerai un piccolo scienziato che controlla i suoi livelli di energia. Per farlo utilizzeremo alcuni strumenti, proprio come fanno gli scienziati.

  • Il sensore o la punturina: è come un termometro speciale che, invece di misurare la febbre, ci dice quanto zucchero c’è nel tuo sangue.

L’insulina (la penna o il microinfusore): visto che il corpo non produce più le chiavi, gliele regaliamo noi da fuori. Così potrai aprire tutte le porte e avere tutta la forza per giocare a calcio, stare con gli amici, andare a danza.”

Iper e ipo

4. Le ipo e le iperglicemie

I bambini di questa età amano capire il “perché” delle sensazioni fisiche. Può quindi essere molto utile spiegare loro i concetti di iperglicemia e ipoglicemia. Anche qui si possono utilizzare delle immagini familiari per il bambino. 

Per esempio, la curva glicemica può essere definita come il personaggio di un videogioco. Hai una barra dell’energia (la glicemia) che deve stare in una zona verde. Se va troppo in alto (nella zona rossa), il personaggio diventa lento e pesante (iperglicemia). Se va troppo in basso, lampeggia e rischia di spegnersi (ipoglicemia).

Altro esempio può essere l’utilizzo di una cartone animato o di un personaggio molto seguito. Il personaggio di una serie è felice, lo zucchero è regolare. Se però è molto stanco e non riesce a fare le cose si parla di ipo (zucchero basso), se fa troppe cose e quindi commettendo anche errori è l’iper (zucchero alto).

Spiegare le ipo e le iper

Ma come spiegare le ipoglicemie e iperglicemie? Ecco un esmepio:

  • L’Ipo (Zucchero Basso): “immagina una macchinina telecomandata con le pile quasi scariche. Potresti sentirti un po’ tremante, stanco o avere molta fame. In quel caso, basta ricaricare le pile. Come facciamo: prendiamo un qualcosa che contenga tanti zuccheri, come una caramella o un succo di frutta”

L’Iper (Zucchero Alto): “è come se ci fosse troppo traffico di zucchero nel sangue e tutto si ingolfa. Pensa a tante macchine che portano lo zucchero nei camini delle cellule. Un po’ come il traffico in città che ci fa aspettare tanto tempo. Potresti avere molta sete o dover fare tanta pipì. Per liberarci da questo traffico useremo la nostra ‘chiave’ (l’insulina). Così tutte le macchine porteranno lo zucchero alle cellule e ci sentiremo di nuovo bene”.

5. Non cambierà chi sei (e cosa puoi fare)

Questa è la parte più importante per rassicurare l’identità del bambino.

“La cosa più importante che devi sapere è questa: il diabete non ti impedisce di fare nulla. Potrai ancora andare alle feste di compleanno, mangiare la pizza, fare sport e dormire dagli amici.

Dovremo solo fare qualche calcolo in più, un po’ come un astronauta che deve controllare i parametri della sua navicella prima di partire per una missione. Ci saranno giorni facili e giorni in cui saremo un po’ stanchi, ma li affronteremo insieme. Sei sempre tu, solo con un superpotere di controllo in più!”

“Io e papà/mamma saremo la tua squadra di supporto. Non dovrai fare nulla da solo finché non ti sentirai pronto. Se hai domande, anche se ti sembrano strane, chiedile sempre. Siamo una squadra e, come ogni grande squadra, vinceremo questa partita un giorno alla volta.”

Superpotere

I bambini reagiscono osservando le nostre emozioni. Se mostri fiducia nella tecnologia e nella gestione della malattia, lui si sentirà al sicuro. Non cercare di spiegare tutto in una volta: lascia che faccia domande e rispondi onestamente.

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