La nostra storia
Nel 2014 abbiamo creato il protocollo Diabetic Alert Dog in famiglia (D.A.D.F.) per i cani allerta in Italia
L’unico protocollo strutturato, con basi scientifiche e con il 98% di segnalazioni certe
Nasce il protocollo D.A.D.F. 2012
Siamo nel 2012 quando il dottor Roberto Zampieri inizia lo studio di un protocollo modulare per la preparazione dei cani da allerta medica direttamente in famiglia. L’idea di creare un protocollo di formazione a casa delle persone nasce dalla sua esperienza negli interventi assistiti con i cani e dalla frase di una signora: “ma adesso mi porta via il cane?”. Queste parole fecero riflettere Roberto sulla reale efficacia dell’assistenza con cani esterni e sugli effetti che poteva avere ogni volta il loro distacco nella psicologia delle persone.
Dai cani da assistenza al diabete 2013
Il passaggio ai cani da allerta diabete avviene nel 2013, quando Roberto è contattato dalla signora Anna Buttulini, che soffre di diabete di tipo 1: gli chiede se fosse possibile preparare un cane che supporti una persona a vivere meglio la patologia del diabete.
Roberto accetta e inizia una serie di studi rivolgendosi al mondo della cinofilia anglosassone. In Gran Bretagna e negli USA, già all’inizio del 2000, i cani da allerta diabete venivano addestrati e riconosciuti, mentre in Italia nessuno li conosceva.
Prendendo spunto dalla metodologia anglosassone e aggiungendo la sua esperienza nel settore degli interventi assistiti e la sua visione di una collaborazione tra cane e uomo, Roberto Zampieri sviluppò quello che oggi è l’unico protocollo per cani da allerta in famiglia: il D.A.D.F. (Diabetic Alert Dog Family), cane da allerta diabete in famiglia.
In base ad esso, un cane da allerta è preparato a riconoscere le variazioni della glicemia (ipoglicemie e iperglicemie) e a segnalarle. Niente di nuovo rispetto a quello che già veniva fatto da più di 10 anni nei paesi anglosassoni.
Roberto Zampieri non nasconde il fatto di aver studiato con la massima attenzione l’addestramento anglosassone. Tuttavia, la sua esperienza lo ha portato a un’intuizione che rappresenta poi il successo del suo protocollo.
Mentre nei paesi anglosassoni il cane è preparato da un istruttore e, una volta conclusa la formazione, viene portato a casa della persona con diabete, Roberto Zampieri ha rivoluzionato questo sistema, creando un protocollo in famiglia, ovvero che si svolge a casa con la persona con diabete. Il cambiamento è sia nella metodologia, sia nella possibilità di rendere accessibile a tutti il cane da diabete. Infatti, si utilizzano i cani di casa, di qualunque razza o meticci, e si riducono i costi, fino a quel momento proibitivi.
Lo studio di un percorso per cani nel diabete è fatto con la collaborazione di medici operativi a Verona, tra cui diabetologi ed endocrinologi, sotto la supervisione dell’allora primario di diabetologia ed endocrinologia, il prof. Enzo Bonora.
Si sperimenta il protocollo con 7 cani di persone non diabetiche. Dopo due anni di studi a fine dicembre 2013, inizia la sperimentazione del primo cane da diabete, Red un meticcio in supporto della signora Anna, che verrà poi presentato in occasione della festa di Santa Lucia dell’Associazione AGD Verona. Il risultato è superiore alle aspettative e partono così altri 4 percorsi per cani da diabete.
Nasce Progetto Serena 2014
Agli inizi Roberto Zampieri si appoggiava al gruppo della protezione civile Radio Emergenza di Casaleone (VR), lavorando presso Villa Buri a Verona. Data la valenza del progetto, per portarlo avanti in modo organizzato e raggiungere il maggior numero di persone, nel 2014 crea l’associazione Progetto Serena con il nome di: Serena 1980 AD. Il nome è in onore della figlia di Roberto Zampieri, scomparsa in giovane età.
Presentazione del primo cane 2015
Si cambia il nome dell’associazione in Progetto Serena Onlus, con un’evoluzione della forma associativa in ONLUS, quindi ente no profit (non a scopo di lucro). Il cane da allerta nel diabete diventa una realtà grazie alle condivisioni sui social delle persone in percorso.
Nel 2015 arriva la prima presentazione ufficiale al Parco Valle del Menago di Bovolone (VR), con i primi 10 cani. Proprio in quell’evento, una segnalazione straordinaria di Jago, un meticcio Malinois, in mezzo alla folla convinse tutti che il protocollo era funzionante e che il Progetto Serena era operativo.
A fine anno, Progetto Serena ottiene il riconoscimento dalla Trainer con il Premio Cani Eroi, premio dato ai cani che contribuiscono ad aiutare e migliorare la vita dei loro proprietari.
Progetto Serena in Italia 2016
Progetto Serena Onlus da realtà legata al territorio veronese, nel 2016 si allarga in tutta Italia con un numero sempre maggiore di richieste di percorsi. Si effettua così il primo corso di formazione per istruttori di cani da allerta diabete in Italia, a cui partecipano più di 20 istruttori provenienti da tutta la penisola. Esce anche il primo libro: “Un tartufo per la vita“, che in breve tempo arriva al secondo posto nelle vendite di IBS e al primo posto nella classifica bestseller. Parte il primo percorso anche nel sud Italia con Mya, il primo cane da diabete in Campania. Seguono poi le altre regioni, tra cui Lazio, Sicilia, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.
Corso di formazione in Sardegna 2017
Parte il primo corso di formazione in Sardegna, con l’incontro con il Club Lions Cagliari Saint Remy, in quanto alcuni soci — tra i quali la presidente Duska Tutovic, Renato Barbon e Gianni Masala — hanno presenziato ad una giornata di lavoro.
Il primo percorso di cane da diabete in Sardegna con il cane Remy, un meticcio adottato, è supportato da una donazione dei Lions.
Protocollo con AILD 2018
L’incontro con il presidente dell’AILD (Associazione Italiana Lions per il Diabete), il dottor Mauro Andretta, porta alla firma di un protocollo d’intesa tra AILD e Progetto Serena APS. Grazie al supporto dei Lions, iniziano nuovi percorsi che raggiungono quota 20 in tutta Italia.
Protocollo Cani Covid 2020 -2021
Progetto Serena amplia la sua attività in tutta Italia con più di 20 cani da allerta diabete operativi, 30 in preparazione e 50 istruttori in 19 regioni su 20.
Nel 2021, durante il Covid, Progetto Serena ONLUS continua a dare il suo contributo sia per le famiglie con diabete, sia per affrontare la pandemia. Crea il primo protocollo in Europa per i cani da Covid-19, registrato e con pubblicazione sulla rivista scientifica Heliyon.
Continua il lavoro nelle varie regioni con la preparazione di cani da allerta diabete tramite videochiamata.
Viene creato il sito www.progettoserenaonlus.it, che diventa un punto di riferimento per il settore dei cani da allerta medica.
Parte la ricerca scientifica con il professor Enzo Bonora sui vantaggi dei cani da diabete in chi ha questa patologia, tuttora in corso.
PSA in Sardegna 2022 - 2023
Tra il 2022- 2023, la presenza di istruttori e cani da allerta nel diabete è una realtà in quasi tutta Italia, dal nord al centro-sud e nelle isole. Si raggiungono 40 cani operativi e 100 in formazione. Progetto Serena collabora con l’ASL Sassari 1 in Sardegna per contrastare la diffusione della peste suina africana (PSA).
Nasce così il primo protocollo al mondo di screening per rilevare la PSA in porti e aeroporti. Grazie al contributo dei cani molecolari di Progetto Serena, la PSA è stata debellata in Sardegna. Ancora oggi continua la collaborazione a fini di prevenzione biologica.
Evoluzione di Progetto Serena 2024 -2025
Sono stati raggiunti 200 cani operativi in 19 regioni su 20. Progetto Serena adatta il protocollo ad altre ricerche nel settore medico, tra cui l’individuazione del mesotelioma.
Progetto Serena è parte attiva al tavolo della ministra Locatelli per la legge sui Cani da assistenza in Italia, in quanto è l’unica associazione con un tale numero di cani operativi.
Riceve anche il Premio Giovanni Paolo II per i cani da diabete, riconoscimento dato a chi, con il proprio lavoro e le sue opere, contribuisce a rendere il mondo un luogo più giusto e solidale.
Progetto Serena oggi
L’attività di Progetto Serena nel sociale e nel supportare chi ha una patologia continua con nuovi progetti. Il numero di cani operativi arriva a 232, con 89 cani in formazione e 62 istruttori operativi.
Ha creato il progetto “Liberi di Aiutare”, con il quale si vuole dare un sostegno all’integrazione sociale dei detenuti attraverso la formazione nel settore cinofilo.
Grazie al suo impegno e alla collaborazione con l’AILD, Progetto Serena rende possibile a qualunque famiglia italiana l’inizio di un percorso con i cani da allerta.
Progetto Serena APS
Scopri chi c'è dietro a Progetto Serena Aps
Clicca quiProgetto Serena Onlus APS, Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, OGGI si occupa anche di Cani per aiutare pazienti che soffrono del Morbo di Batten e Cani screening C19.
Il progetto è dedicato a SERENA ZAMPIERI
“Con il fiuto ti aiuto” slogan ideato da Serenella Séstito