
Quanti cani da diabete ci sono in Italia nel 2026
Oggi sentiamo spesso parlare di cani da diabete tra le pagine dei giornali e i social media. Tuttavia, dietro il fascino della notizia, c’è una realtà scientifica e cinofila straordinaria: quella di un supporto biologico capace di trasformare radicalmente la quotidianità di chi convive con il diabete e delle loro famiglie. Un cane allerta diabete non è “solo” un compagno, ma un caregiver a quattro zampe in grado di percepire le variazioni glicemiche in tempo reale, segnalandole prima ancora che diventino critiche. Questo permette un intervento tempestivo, offrendo una sicurezza che nessun dispositivo elettronico può replicare con la stessa empatia. Oggi, i numeri dei cani per diabetici presenti in Italia raccontano una storia di crescita costante e impegno civile. In questo articolo abbiamo analizzato i dati reali e le statistiche che definiscono l’impatto di questi animali in Italia. Quanti cani da diabete ci sono in tutta Italia L’aiuto indispensabile che i cani da diabete possono dare a famiglie e persone con diabete era già conosciuto nel mondo anglosassone sin dagli anni ’90. In Italia però la svolta avviene nel 2014. Il merito va a Red, un meticcio preparato a Verona dal Dott. Roberto Zampieri. È da quel primo binomio di cane da diabete che nasce il Progetto Serena, il protocollo pionieristico che ha tracciato la strada per la diffusione dei cani allerta in tutto il territorio nazionale. L’Italia oggi si colloca tra le prime nazioni in Europa per numero di cani da diabete con 328 cani, di cui 239 già operativi e 89 in formazione, superando anche la Gran Bretagna che è stata tra le prime ad accettarli. Il punto di riferimento in Italia è l’unica associazione che ha un protocollo per cani d’allerta in famiglia (D.A.D.F.), Progetto Serena APS, una non profit. Grazie a questa preparazione, si impiegano i cani già presenti nei gruppi familiari seguiti da un’istruttrice/ore che va a casa della persona con diabete. Questo sistema riduce i costi della formazione e permette di preparare cani che riescono a segnalare le variazioni con il 98% di certezza. Cani per singole regioni La distribuzione geografica vede una forte presenza nel Nord con un totale del 72% soprattutto nel Veneto con il 24%, dove è partito il Progetto Serena nel 2014. Al secondo posto si pone la Lombardia con il 18,3%, pari a 36 cani, segue il Trentino-Alto Adige con 20 e l’Emilia-Romagna con 15. Passando al Centro, tra le regioni con il maggior numero di percorsi c’è il Lazio con 18 cani preparati, mentre nel Sud e nelle isole si trova il 29% dei cani preparati, con la Campania che ha 9 percorsi, tra cui anche il primo cane allerta nel sud Italia, Mya (leggi qui la sua storia), la Puglia con 4 e la Sicilia con 8. Al primo posto c’è la Sardegna con 35 cani d’allerta. Nei calcoli non sono indicati quelli in formazione, che sono più o meno suddivisi in tutte le regioni. Quanti cani sono per minori e adulti? Un dato interessante è quello che riguarda la fascia di età delle persone che i cani da diabete supportano in Italia. Sul totale dei percorsi, tra attivi e in formazione, il 60% è in supporto di minori, mentre il 40% è composto da adulti. Per i minori, i cani che supportano bambini dai pochi mesi fino ai 4 anni sono pari al 10%, mentre il 60% aiutano ad affrontare il diabete i bambini dai 4 e i 12 anni. Chiude con il 30% la fascia di età tra i 12 e i 17 anni. Per il 40% degli adulti, la fascia dei giovani tra i 18 e i 35 anni occupa il 60% delle persone con diabete, seguita poi da un 35% di persone tra i 36 e i 60 anni e da una componente di circa il 5% di over 65. Dati indicativi di come i cani da diabete possano essere un valido aiuto per tutti. Quali sono le razze più utilizzate Quando si immaginano i cani da diabete si pensa subito a una razza specifica. La realtà è che il 58% dei cani sono meticci, di cui un 40% adottati da canile o presi da cucciolate casalinghe. Il restante 42% sono cani di razza. Ecco la classifica di quelli più richiesti: Faq


