Formazione cani allerta in famiglia: perché è un approccio innovativo?

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Formazione cani allerta in famiglia: perché è un approccio innovativo?
Formazione in famiglia novità
La formazione in famiglia ha come elemento rivoluzionario la preparazione di un cane da allerta medica a casa della persona con una patologia. Scopri perché ha cambiato il modo di approcciarsi alla cinofilia medica.

Tempo di lettura: 7 minutes

Indice dei contenuti

Nel campo della cinofilia medica una data da ricordare è il 2012 quando un esperto cinofilo italiano, il dottor Roberto Zampieri, decise di sperimentare un protocollo innovativo per la formazione dei cani allerta: la preparazione in famiglia o D.A.F (Doga alert family)

Un protocollo Made in Italy che funziona ormai da 14 anni e che ha creato 300 cani allerta con 235 cani per il diabete, 30 cani Covid e altrettanti per l’allerta in altre patologie
I cani preparati con la formazione in famiglia riescono a segnalare il 98% delle crisi di una patologia contro un 83% di quelle della metodologia tradizionale.

Scopri perché non è una semplice metodologia, ma qualcosa che sta rivoluzionando il mondo della cinofilia medica.

Cos’è la formazione in famiglia

La formazione in famiglia è una metodologia di preparazione dei cani allerta che si basa su questi principi: 

  • il cane è della famiglia e vive ogni giorno con la persona che ha la patologia; 
  • il cane è preparato a casa della famiglia; 
  • la persona con la patologia o la famiglia partecipa alla formazione; 
  • la formazione è supervisionata da un istruttore certificato nei cani allerta.
Formazione in famiglia

Il protocollo realizzato dal dottor Roberto Zampieri è un sistema modulare. Questo significa che può essere utilizzato per tutte le tipologie di patologie che i cani possono percepire. Il metodo è innovativo, cambiando completamente la metodologia di preparazione, le capacità che acquista e i costi. Vediamo nel dettaglio.

La metodologia

La metodologia del cane allerta in famiglia è un percorso senza stress per il cane, stress tipico invece dei sistemi di addestramento. Ad esempio non è presente la figura del cosiddetto puppy walker. Il cane non passa prima a una persona che lo educa e lo prepara, ma va direttamente alla famiglia con cui vivrà fino alla fine dei suoi giorni.

Crescendo in famiglia, il cane non vede l’attività di caregiver (di supporto) come un lavoro. prendiamo il caso di un cane allerta diabete che segnalano le variazioni di glicemia in chi ha il diabete di tipo 1 e 2. 

 Questa attività diventa parte integrante della vita quotidiana di un cane, così come odorare ciò che ha intorno o giocare con il proprio proprietario. Niente stress.

 Per approfondire puoi leggere: Cane da diabete e stress come caregiver.

Un aspetto importantissimo è che non ci sono rischi che il cane non venga accettato in casa o viceversa. Spesso nelle preparazioni esterne capita che non si riesca a creare un legame tra persona con la patologia e il caregiver a 4 zampe.

Grazie a un istruttore che prepara il cane con la partecipazione della persona che ha la patologia, l’intera famiglia acquisisce competenze utili per capire le segnalazioni del cane e i suoi comportamenti. Inoltre la famiglia apprende informazioni sull’educazione cinofila, su come gestire il cane e su come mantenere alto il suo livello di preparazione.

Una volta finito il percorso che ad esempio in un cane da diabete dura intorno ai 24 mesi, la famiglia o la persona con diabete (nel caso in esempio) è completamente autonoma nella gestione del cane.

Ricordiamo che comunque la figura di un istruttore è sempre presente nella vita della famiglia e del cane allerta, anche successivamente in caso di aiuto.

La scienza dei VOC e l’empatia

Un altro aspetto che ha rivoluzionato il settore dei cani allerta è l’impulso alla scienza dei VOC. Questo acronimo identifica i Composti Organici Volatili, micro-molecole emesse da un corpo umano e che un cane allerta è capace di percepire. 

Il diffondersi dei cani allerta nelle famiglie e la loro capacità di ottenere rilevazioni certe pari a un 98%, ha portato la scienza ad approfondire il meccanismo alla base della loro capacità olfattiva

Sono emersi due aspetti. Il primo è che nelle persone che hanno una specifica patologia come il diabete, l’odore dei VOC cambia. I cani sono capaci di percepire questa variazione grazie alla loro capacità olfattiva milioni di volte più potente dell’essere umano

VOC e diabete

Il secondo aspetto è che i cani preparati in famiglia hanno una capacità maggiore di ottenere segnalazioni certe grazie all’empatia che si instaura con la persona che ha la patologia. La scienza ha dimostrato che i cani riescono a interpretare anche i movimenti che identificano una sensazione di malessere da parte di chi assistono. 

Questo permette loro di aggiungere altre informazioni a quelle del rilevamento di odore della variazione dei VOC, con la certezza dell’approssimarsi di una crisi glicemica o di una delle conseguenze della malattia come un attacco epilettico.

Attenzione il cane allerta diabete non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete ne riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. Il ruolo di un cane allerta diabete è di supporto.

Le competenze di un cane allerta

La capacità empatica si acquisisce solo nella formazione in famiglia. Grazie all’acquisizione di specifiche competenze il cane allerta non risponde a un semplice comando, ma agisce di propria spontanea volontà. 
I cani valutano la condizione in cui si trova la persona che supportano, sia dal punto di vista dell’odore dei VOC sia nei comportamenti.

La loro capacità è talmente elevata che si può insegnare al cane anche a chiamare aiuto nel caso in cui una crisi sia grave e la persona assistita non sia in grado di agire da sola. Per questo si parla di formazione e non di addestramento.

I costi

Un ultimo aspetto da considerare sono i costi. I cani preparati in famiglia riducono di molto la spesa per la preparazione

L’unico costo è quello legato all’istruttore che deve recarsi a casa una volta a settimana. Per capire come questo sistema sia rivoluzionario, in Europa, in cui si applica per lo più il tradizionale addestramento lontano da casa, un cane allerta ha un costo tra i 15.000€ e i 35.000€

In Italia, questa spesa si abbassa a 5.000€ per un percorso che dura 24 mesi, pari a 208,33€ al mese.

Non sono un dottore, non mi sostituisco a nessuna moderna tecnologia, non curo il diabete, ma se ti prenderai cura di me… io mi prenderò cura di te per sempre.

 A chi rivolgersi in Italia per un cane allerta

Come prima indicato, il protocollo in famiglia è una metodologia italiana oggi portata avanti da un’associazione di promozione sociale non profit (non a scopo di lucro): Progetto Serena A.P.S

La sua specializzazione è nella formazione dei cani allerta nel diabete, ma anche in altre patologie.  Fino ad oggi ne ha preparati 300, di cui 235 sono operativi e in formazione, collocandosi tra le prime associazioni private in Europa per cani allerta.

Domande frequenti

Cos’è un cane allerta?

Si definisce cane allerta un animale preparato a segnalare a una persona che ha una patologia l’approssimarsi di un sintomo. Ad esempio, i cani allerta diabete sono capaci di segnalare le variazioni di glicemia in atto.

Come fa un cane a fiutare il diabete?

Il cane da diabete percepisce la variazione di odore legata alle crisi di glicemia. Ciò è possibile grazie a una formazione che è chiamata D.A.D.F (Diabetic Alert Dog in Famiglia) con cui impara a comprendere quando si verifica una crisi glicemica.

Come richiedere un cane allerta diabete?

Un cane allerta diabete non si acquista “chiavi in mano”, ma è necessaria una formazione in famiglia fatta con il supporto di un istruttore e che dura 24 mesi.

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