Gatti e allerta diabate

>
>
>
>
Gatti e allerta diabate
Gatti e allerta diabete
I gatti riescono a individuare il cambiamento di odore nei COV, come i cani? Sì. Eppure oggi non esistono gatti allerta diabete. Scopri il perché.

Tempo di lettura: 5 minutes

Indice dei contenuti

I gatti sono capaci di fiutare il diabete? È una domanda che spesso sui social e sul sito di Progetto Serena abbiamo ricevuto. La risposta è affermativa.

Per chi è amante di questi animali e conosce le loro straordinario mondo, tra le cose che riescono a fare c’è anche quella di individuare le variazioni di odore dei VOC (Composti Organici Volatili), tipici di una iperglicemia e ipoglicemia. Allora perché non esistono gatti allerta diabete? Di seguito vi spieghiamo il perché.

Il fiuto dei gatti e le variazioni glicemiche

Analizziamo il meccanismo con cui i cani allerta diabete segnalano le variazione di glicemia. Durante il percorso di formazione D.A.D.F. (Diabetic Alert Dog in Famiglia), l’istruttore insegna al cane a rilevare la variazione di odore dei VOC, micro particelle emesse dal corpo umano attraverso il respiro, il sudore, la pelle ecc…, che si verifica nell’ipoglicemia e nell’iperglicemia. 

Una volta individuato questo “nuovo odore”, il cane lo segnala in diversi modi: abbaio, toccare con la zampa, leccare, poggiare il muso. Inoltre, la formazione permette al cane di valutare anche la gravità di una variazione glicemica e stabilire se chiedere aiuto.

Ciò è dovuto all’elevata capacità olfattiva dei cani a cui si aggiunge una forte legame empatico con la persona con diabete.

I cani in media hanno recettori olfattivi dai 200 milioni a salire rispetto ai circa 3-4 milioni degli esseri umani. La formazione a casa permette invece di creare un forte legame empatico attraverso cui l’animale impara anche ad interpretare le micro-variazioni dei comportamenti nella persona con diabete legate alle crisi glicemiche.

Per chi ama i gatti, sa benissimo che questi animali possono legarsi a un essere umano e condividere una forte empatia. E per quanto riguarda la loro capacità olfattiva? I gatti non sono da meno dei cani.

In media il loro organo olfattivo è più piccolo pari a circa 20 cm che equivale a quello di uno dei cani di taglia più piccola, ma hanno recettori di odore che arrivano anche a 200 milioni come i cani.

Questa capacità è più che sufficiente per rilevare le variazioni di odore dei VOC nelle persone con diabete. Ma allora perché non ci sono gatti allerta diabete?

Perché non esistono gatti allerta diabete?

Il perché non esistono gatti allerta diabete ce lo spiega il dottor Roberto Zampieri, fondatore di Progetto Serena APS, cinofilo ma anche amante dei gatti sin da ragazzo.

Il motivo non è legato al fatto che nessuno ci ha pensato o ci ha provato. Come conferma il dottor Zampieri, Progetto Serena ha cercato di creare un protocollo con i gatti e il diabete come quello dei cani allerta. Infatti i gatti oltre ad essere animali straordinari sono molto più “comodi” (dal punto di vista umano) e autosufficienti rispetto a un cane. 

Ad esempio possono essere facilmente portati in braccio, non devono uscire tre volte al giorno, sono perfetti per anziani o persone con una capacità motoria limitata.

Gatto che gioca

Dalla sperimentazione fatta dal dottor Roberto Zampieri con la collaborazione di alcune persone con diabete proprietarie di gatti e di specialisti veterinari nel comportamento di questi animali ,si è evidenziato che i gatti possono individuare i VOC umani e segnalare le variazioni glicemiche.

C’è però un ma. Il problema dei gatti è che “non riescono ad accettare che lo devono fare,” ci spiega il dottor Roberto Zampieri, “cioè, il gatto ti segnala se ne ha voglia, ma altre dieci volte, se ha altro da fare o se non ne ha voglia, ad esempio se sta dormendo, non ci pensa proprio a segnalare.

Ovviamente ci sono gatti che riescono a capire il comportamento da adottare, ma la percentuale è minima. Basta considerare che su un campione di 50 gatti su cui si è fatta la sperimentazione solo 1 ha raggiunto un livello di segnalazioni certe superiore al 50% (nei cani è del 98%).

Quindi, se da un lato il comportamento indipendente dei gatti potrebbe essere un vantaggio pratico, dall’altro però non offre quell’affidabilità necessaria per dare un supporto costante alle persone con diabete. “Il gatto non segnala a richiesta, segnala solo se decidono loro che lo vogliono fare” ribadisce il dottor Roberto Zampieri.

La bassa percentuale di segnalazioni certe dovute all’indipendenza decisionale dei gatti ha limitato il loro utilizzo per l’allerta diabete e non ha permesso di creare un protocollo strutturato e con basi scientifiche come quello dei cani allerta.

Gatto come supporto nel diabete

Anche se un gatto non può essere formato per l’allerta diabete, questo non significa che non sia un supporto morale e psicologico per chi ha questa malattia.

La capacità dei gatti di essere indipendenti di compagnia e di condividere l’empatia con il proprio proprietario umano è un aspetto importante per chi soffre di una patologia come il diabete.

Quindi, per chi ama questi animali, averlo in casa può essere un valido aiuto per affrontare una diagnosi di diabete di tipo 1 o di tipo 2.

 Gatti ed allerta diabete: FAQ

I gatti sono capaci di sentire il diabete?

Sì, come nei cani allerta diabete, i gatti sono capaci di percepire la variazione di odore nelle persone che soffrono questa patologia.

È possibile formare un gatto come supporto per l’allerta diabete?

Non è possibile formare un gatto per l’allerta nel diabete, dato che non sono affidabili nel segnalare le variazioni glicemiche.

Perché non ci sono gatti allerta diabete?

È stato provato da Progetto Serena APS a formare gatti allerta diabete, ma la loro indipendenza comportamentale implica che la segnalazione di una crisi glicemica è effettuata quando ne hanno voglia e non quando si verifica ogni volta.

Contatta Progetto Serena

Iscriviti alla Newsletter settimanale

Registrandoti riceverai la nostra guida 2025 sul Cane Allerta Diabete 

Ricevi un'e-mail ogni sabato

Iscriviti alla nostra Newsletter settimana