Educare un cane che significa?

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Educare un cane che significa?
Educare un cane
L’arte di crescere insieme offre consigli su come vivere l’esperienza di un cane nella propria vita in armonia e nel pieno rispetto del benessere animale. In questa puntata scopriamo cosa significa educare un cane.

Tempo di lettura: 7 minutes

Indice dei contenuti

L’arrivo di un cane a casa è qualcosa di straordinario che cambia la vita di tutta la famiglia. In un articolo da me scritto, “Come scegliere un cane: 5 consigli + 1”, ho indicato alcuni consigli su cosa fare prima di adottare o comprare un cane

Una volta che la scelta è stata fatta, inizia un percorso che può essere bellissimo e affascinante, grazie alle loro capacità empatica mediante la quale diventano parte della nostra vita quotidiana e del nostro mondo

Tuttavia, il cane non è un essere umano, ma ha un suo modo di pensare e degli istinti che ne determinano il comportamento sia nei confronti dei suoi simili sia dell’essere umano. L’arte di crescere insieme è una rubrica con l’obiettivo di indicare alcune nozioni di base utili ai proprietari di cani per comprenderne il mondo e vivere l’interazione con loro nel modo migliore.

In questa puntata indicherò alcune delle nozioni di base su come funziona la mente di un cane e come apprende specifici comportamenti attraverso l’educazione data dal suo compagno umano.

L’Arte di Crescere Insieme è una rubrica settimanale realizzata da Progetto Serena APS con il supporto della Dott.ssa Sabrina Carbone, istruttrice cinofila certificata e specializzata nella rieducazione comportamentale e nei percorsi olfattivi. I contenuti sono puramente informativi. Per iniziare un percorso consigliamo sempre di rivolgersi a un istruttore cinofilo qualificato.

Comprendere la mente di un cane: la figura del proprietario da capobranco a guida

Iniziamo da un concetto che influenza il modo con cui ci rapportiamo ai cani: il principio del capobranco. Purtroppo si sente ancora parlare di dominanza sul cane, della figura del capobranco o di altri termini come “maschio alpha”. 

Oggi, l’educazione cinofila, grazie all’evoluzione degli studi sull’etologia del cane, riconosce che i termini dominanza o capobranco e i loro sinonimi siano obsoleti.

Il loro utilizzo era legato ai primi studi sul comportamento canino effettuati sui lupi in cattività che però hanno una gerarchia sociale e dei comportamenti ben diversi dal cane familiare. 

È ormai provato scientificamente che l’intervento dell’uomo, sia nella selezione che nelle interazioni con il cane, ha portato profondi cambiamenti nella mente di questi animali, allontanandoli dai loro progenitori selvatici.

Il cane che vive al fianco dell’uomo non prende come riferimento il concetto di autorità esercitata con la forza e il timore, bensì una guida prevedibile, competente e affidabile. L’obiettivo dell’educazione cinofila è di creare una relazione stabile e duratura, fondata sulla comprensione di cos’è il cane e del suo modo di pensare.

Come funziona la mente del cane: udito e olfatto

L’uomo affronta il mondo utilizzando principalmente il senso della vista e dopo l’udito. Il cane utilizza i sensi con una gerarchia molto diversa:

  1. Olfatto
  2. Udito
  3. Vista

La sua superiorità olfattiva è impressionante: i cani possiedono circa 300 milioni di recettori olfattivi, un numero estremamente più elevato rispetto ai soli 6 milioni presenti nell’uomo.

Uomo, vs cane sensi a confronto

Questa capacità permette loro di percepire le più piccole molecole, i cosiddetti VOC (composti organici volatili) emesse dall’uomo e presenti in natura. Quindi, il fatto che un cane si avvicini e annusi un essere umano o un suo simile è un qualcosa di normalissimo.

L’altro senso utilizzato è l’udito, anch’esso estremamente sviluppato se confrontato con quello umano. Infatti, i cani sono in grado di rilevare frequenze più alte rispetto all’orecchio umano. 

La vista, sebbene non sia il loro senso più spiccato in termini di acuità o percezione cromatica, ricordiamo che quella del cane è dicromatica quindi riesce a percepire principalmente solo alcuni colori come il blu e il giallo, è però estremamente sensibile al movimento.

I cani possono rilevare una persona in movimento anche a due chilometri di distanza, ma la loro capacità visiva diminuisce drasticamente se l’oggetto rimane immobile.

Capacità cognitive, emozioni e memoria

La capacità di apprendimento di un cane è sorprendentemente avanzata, paragonabile a quella di un bambino di età compresa tra i 4 e i 5 anni. I cani sono capaci di elaborare sensazioni e di provare diverse emozioni primarie, come gioia, tristezza, paura, rabbia, ansia e in caso di traumi anche disordini da stress post-traumatico.

Per quanto riguarda la memoria, i cani dispongono di meccanismi a lungo termine e a breve termine (memoria associativa).

La memoria a lungo termine raggruppa le esperienze vitali, i volti, gli odori e le informazioni acquisite nelle prime fasi della vita. La memoria associativa è il tipo di memoria più frequentemente utilizzato, che permette al cane di associare rapidamente stimoli ambientali, azioni e le relative conseguenze.

Questa associazione è la base sulla quale si fonda gran parte dell’apprendimento e delle reazioni comportamentali quotidiane. È importante notare che, come negli esseri umani anche nei cani con il passare degli anni la memoria, l’attenzione e la capacità di apprendimento si riducono a causa dell’invecchiamento.

C’è però da notare che, come nel caso dell’uomo, un cane che ha una mente stimolata e attiva tenderà a evidenziare più tardi questi sintomi.

Come apprende il cane

L’apprendimento è l’acquisizione di un nuovo comportamento imparato dal cane e mantenuto (ripetuto) nel tempo. Senza entrare nel dettaglio nel cane si parla di apprendimento associativo, apprendimento cognitivo e apprendimento sociale.

La capacità di apprendere del cane non è legata a semplici azioni meccaniche ma, come è stato dimostrato da diverse ricerche scientifiche, è il prodotto di processi complessi con cui il cane riesce a imparare una serie di competenze. Grazie a queste, affronta il rapporto con il proprietario, con il mondo che lo circonda e si confronta con i suoi simili.

Apprendimento del cane

Un apprendimento effettuato nel modo corretto contribuisce ad avere un cane equilibrato e felice. Per questo motivo è utile rivolgersi a un centro cinofilo affiliato a enti nazionali e con istruttori certificati.

l’Educazione del cane

La scienza nell’educare i cani si basa su una serie di conoscenze in cui etica, rispetto delle inclinazioni del cane e benessere dell’animale si fondono insieme al fine di permettere che il cane cresca esprimendo alcuni dei suoi comportamenti naturali.

Questi ultimi, come l’istinto predatorio, il bisogno di esplorazione olfattiva, e l’interazione con altri animali vengono incanalati in attività che sono compatibili con la vita domestica. Gli esempi possono essere le discipline olfattive, quelle sportive, la frequenza di un centro cinofilo in cui far incontrare il cane con altri suoi simili.

Il risultato non è quello di addestrare un cane ma di formarlo facendogli acquisire delle competenze tali da permettergli di affrontare gli eventi e le novità. Al contempo la formazione del cane permette di creare una forte relazione empatica con il proprietario grazie alla quale cane e uomo crescono insieme.

Questo aspetto rende capace l’uomo di comprendere il cane e i suoi bisogni, ma anche il contrario. Ad esempio, nei cani da assistenza come i cani allerta da diabete, la capacità empatica del cane diventa fondamentale per ottenere il 98% di segnalazioni certe della variazione glicemica.

Che significa educare un cane

È obbligatorio educare un cane?

L’educazione di un cane, intesa come una crescita delle competenze del proprietario e del cane, è molto importante per rendere un cane equilibrato e con le adeguate capacità di rispondere in modo giusto a stimoli esterni.

Che cosa significa formare un cane e non addestrarlo?

Il termine formazione implica un insieme di competenze che il cane acquisisce grazie al supporto del proprietario, con cui potrà valutare come comportarsi in una specifica situazione. Nell’addestramento c’è solo una risposta a un singolo comando.

Posso educare il mio cane da solo/a?

L’educazione del cane spetta sempre al proprietario, grazie a questo si crea un forte legame con l’animale. Tuttavia, per eseguirla in modo corretto è consigliabile affidarsi a un istruttore cinofilo certificato, possibilmente che lavori in un centro cinofilo.

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