Spesso mi domandano se la formazione di un cane allerta sia un lavoro per l’animale e in quanto tale produca stress psicofisico in contrasto con il benessere animale. La risposta è no. Le segnalazioni da parte del cane di una specifica patologia come il diabete non affaticano l’animale, non lo stancano: è un qualcosa di completamente naturale.
Per arrivare a questo è fondamentale che il percorso di formazione di un cane allerta sia fatto da un istruttore certificato come quelli di Progetto Serena e secondo un protocollo per cani allerta in famiglia (A.D.F = Alert, Dog in Family).
Solo così il benessere del cane è tutelato e l’animale segnalerà in modo corretto e senza stress per tutta la sua vita.
La segnalazione del cane allerta: non è un lavoro
Per un cane allerta diabete o per altre tipologie di cani da allerta medica, segnalare il manifestarsi della patologia non è un lavoro. Prendiamo il caso proprio dei cani da diabete di Progetto Serena Aps preparati per individuare le crisi di glicemia.
Il loro compito è quello di segnalare ogni volta che si verifica una variazione importante dello zucchero nel sangue che preannuncia un’iperglicemia o un’ipoglicemia.
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Inoltre, i cani allerta grazie alla formazione con uno specifico protocollo, il D.A.D.F. (Diabetic alert dog in famiglia), imparano a valutare la gravità di una crisi glicemica, stabilendo se è necessario chiamare aiuto rivolgendosi a una persona presente in casa o utilizzando apposite tecnologie.
Le variazioni di glicemia sono un qualcosa che si verificano in modo frequente nell’arco della giornata e di notte in chi ha il diabete di tipo 1. La loro frequenza varia da persona a persona, ma non c’è dubbio che un cane operativo segnalerà di media dalle 3 alle 4 volte al giorno, oltre alla sua azione di controllo durante la notte.
Tuttavia, per un cane allerta questa attività di segnalazione e controllo non è un lavoro che lo stanca o lo stressa. È un qualcosa di naturale. Vediamo perché.
Non sono un dottore, non mi sostituisco a nessuna moderna tecnologia, non curo il diabete, ma se ti prenderai cura di me… io mi prenderò cura di te per sempre.
Il protocollo in famiglia (A.D.F.)
Il merito di rendere un’attività di supporto ripetuta diverse volte nell’arco della giornata qualcosa di completamente naturale è dovuto alla tipologia di preparazione del cane.
I cani allerta non sono addestrati ma formati. Questa distinzione di termine non è semplice semantica, ma indica un percorso strutturato, con basi scientifiche e che funziona da più di 10 anni (l’.A.D.F nasce nel 2014).
I pilastri dell’ Alert Diabetic Family sono:
- il cane è della famiglia, preparato con un percorso fatto a casa;
- la formazione è con un istruttore certificato in cane allerta che verrà una volta a settimana a casa;
- alla formazione partecipa la persona con diabete o altra patologia e la famiglia (nel caso del minore);
- tra il cane e la persona con diabete o altra patologia si deve creare una forte empatia.

Grazie a questo protocollo per il cane segnalare la patologia non è un qualcosa in più, ma diventa normale, parte della sua esistenza e del suo modo di vivere.
Quindi, essere attento al proprio “umano” non è per lui un lavoro ma un naturale compito che lui vive nel quotidiano.Un esempio sul mondo umano può essere utile per comprendere come ragiona il cane: per me (essere umano) non è uno stress seguire i bisogni del mio cane, giocare con lui o dedicargli del tempo, ma una normale quotidianità di vita, di relazione con il mio quattro zampe.
Cani allerta diabete riconoscono le iperglicemia e le ipoglicemie?
Per valutare l’impatto che ha il protocollo in famiglia sui cani da allerta, prendiamo l’esempio dei cani da diabete di Progetto Serena Aps.
Il protocollo D.A.D.F. (diabetic alert dog in family) di Progetto Serena Aps tutela al 100% il benessere animale, anzi offre numerosi vantaggi al cane.
Proprio per tutelare il suo benessere, il cane non deve distinguere tra ipoglicemie (zuccheri bassi) e iperglicemia (zuccheri alti). Nelle fasi iniziali della sperimentazione del protocollo si era inserita questa modalità olfattiva. Si è però subito evidenziato che per il cane individuare la variazione tra ipo e iper era un qualcosa di non naturale rispetto a riconoscere una semplice variazione di odore dei VOC umani (composti organici volatili).
Proprio per tutelare il suo benessere e rendere l’attività di caregiver a quattro zampe naturale si è stabilito di insegnare al cane solo ad individuare la variazione di odore dovuta alle crisi glicemiche. In ogni caso la persona con diabete, una volta che il cane segnala, controllerà la glicemia valutando se effettuare una correzione.
Questo principio è riportato nella preparazione di tutti i cani allerta per le diverse patologie.
Attenzione il cane allerta diabete non si sostituisce a un medico o un infermiere, non guarisce il diabete ne riduce le somministrazioni di insulina o i controlli con il glucometro. Il ruolo di un cane allerta diabete è di supporto.
Cane allerta e benessere animale: domande frequenti
Un cane allerta è un cane formato secondo un preciso protocollo con cui impara a segnalare il verificarsi di una precisa patologia, come il diabete, e diminuire gli effetti negativi sulla persona che supporta.
Sì, i cani allerta preparati con protocolli strutturati e con basi scientifiche come quello per il diabete di Progetto Serena Aps e certificati come tali sono considerati dei Service Dog (cane da assistenza).
I cani allerta non segnalano il diabete ma la variazione di glicemia nel sangue. Il loro non è un lavoro, ma grazie ad un apposito protocollo diventa un qualcosa di completamente naturale.


