Cani allerta diabete funzionano?

>
>
>
>
Cani allerta diabete funzionano?
Cani allerta diabete cosa dice la scienza
Oggi la scienza ha prove concrete su come i cani allerta diabete riescono a riconoscere la glicemia in una persona con il diabete prevedendo le iper e le ipoglicemie. Ecco alcune delle ricerche più recenti.

Tempo di lettura: 9 minutes

Indice dei contenuti

I cani allerta diabete sono cani preparati a segnalare le variazioni dei livelli di glucosio nel sangue. Sono cani comuni che diventano eccezionali grazie a un preciso protocollo strutturato e che ha delle basi scientifiche.

Negli ultimi anni l’interesse verso questi animali è aumentato grazie a numerose esperienze documentate, potando le persone con il diabete a porsi diverse domande sulla reale efficacia dei cani allerta diabete e se esistono prove scientifiche.

Le documentazioni scientifiche, soprattutto in Italia, sono molto limitate dato che la scienza ha iniziato a studiare solo di recente in modo sistematico un cane da allerta diabete, grazie al lavoro di Progetto Serena Aps e dell’Università di Verona nella figura del Prof Enzo Bonora.

Un dato però è certo: i cani allerta diabete portano enormi benefici per chi ha il diabete e le famiglie. Di seguito trovi le principali ricerche più recenti su questo argomento.

I cani rilevano dal 94% al 98% delle variazioni glicemiche

Studi scientifici confermano che qualunque cane se formato secondo un adeguato protocollo può rilevare le variazioni glicemiche, ovvero le ipoglicemie (bassi livelli di zucchero) e le iperglicemie (alti livelli di zucchero). Ma quali sono le percentuali?

In una ricerca del 2019 condotta nel Regno Unito su 27 cani addestrati i risultati hanno mostrato la loro sensibilità su circa 4.000 episodi di variazioni glicemiche,  con una capacità di individuare il  94% degli episodi di ipoglicemia, mentre per gli episodi iperglicemici la percentuale è del 91%.

Nel complesso la media di segnalazioni di una variazione glicemica è stata tra il 80% e il 94% con alcuni animali che sono stati capaci di avere un’accuratezza del 98% delle variazioni.  

affidabilità dei cani allerta diabete

Altro dato interessante è che la capacità del cane di individuare levariazioni della glicemia cambia da cane a cane. A incidere però non è la razza o la capacità olfattiva del singolo animale, dovuta alla grandezza del tartufo.

È stato dimostrato che a fare la differenza è il protocollo DAD (Diabetic Alert Dog) utilizzato per insegnare al cane a individuare le variazioni di glicemia. Quindi la preparazione del cane.

Ad esempio, uno studio esplorativo pubblicato sul National Library of Medicine del 2020 su 18 cani ha dimostrato che i cani non preparati secondo un protocollo segnalavano spontaneamente solo circa il 36% degli episodi ipoglicemici con un tasso abbastanza alto di falsi allarmi.

Le segnalazioni salivano al 70% per i cani che iniziavano la formazione D.A.D. dopo i primi tre mesi, con un azzeramento di falsi allarmi, fino ad arrivare a prestazioni eccellenti pari al 94/99% di segnalazioni dai 6 mesi in su di lavoro.

Quindi la formazione dei cani da diabete, gioca un ruolo determinate che porta a differenziare i cani da allerta medica da quelli da compagnia.

Meccanismi di rilevamento olfattivi

Il modo in cui i cani riescono ad “annusare” o percepire le variazioni della glicemia è un altro degli elementi che la scienza ha analizzato. L’attenzione è posta sui meccanismi olfattivi: i cani avrebbero la capacità di rilevare i più piccoli cambiamenti chimici nell’odore emanato dalla persona diabetica durante episodi di ipo o iperglicemia.

Ma come fanno? È provato che la capacità olfattiva dei cani e milioni di volte superiore a quella di un essere umano. Ma questo basta per riuscire a percepire le variazioni glicemiche? Secondo gli studiosi del Trust-MRC Institute of Metabolic Science di Cambridge, si.  

Fattori olfattivi nuovo

In una ricerca del 2015 hanno scoperto che sono diversi i fattori che durante le crisi glicemiche possono percepire i cani. Un primo studio ha dimostrato che con la variazione della glicemia aumenta significativamente la concentrazione di alcune sostanze che poi vengono rilasciate dal corpo attraverso micro molecole.

Senza andare nel tecnico, queste micro-molecole prendono il nome di VOC (composti organici volatili). L’elevata capacità olfattiva dei cani riesce a distinguere la variazione di odore dei VOC quando ci sono crisi glicemiche.

Capacità di riconoscere le variazioni comportamentali

C’è anche un’altra capacità dei cani legata alla loro interazione sociale ed empatica con la persona con diabete che supportano. Uno studio ha dimostrato che i cani possono percepire anche i cambiamenti comportamentali della persona con il diabete legati alle variazioni glicemiche.

Già negli anni ’90, si era evidenziato su un gruppo di 127 cani non addestrati all’allerta diabete che circa il 40% cambiava modo di comportarsi nel momento in cui i loro proprietari con diabete avevano una crisi glicemica.  

Una successiva ricerca pubblicato nel 2015 sul National Library of Medicine ha riportato un sondaggio da parte di proprietari di cani allerta diabete formati e non preparati.

Su oltre 100 proprietari con diabete circa 2/3 dei cani avevano manifestato qualche reazione (agitazione, abbaiare, ringhiare, leccare o spingere il proprietario) di fronte a un episodio importante di variazione glicemica. Nella maggior parte dei casi i proprietari hanno notato che il cane sembrava accorgersi dell’ipoglicemia ancor prima che loro stessi ne avessero consapevolezza.  

Fattori olfattivi comportamentali cane allerta diabete

Questi dati hanno rafforzato l’idea che grazie a un adeguata formazione il cane combini input – olfattivi e comportamentali – per riconoscere che “qualcosa non va” nella persona che assiste.

Un fattore che sottolinea l’importanza di creare una forte relazione empatica tra il cane e la persona con il diabete grazie alla quale si permette al cane di cogliere anche i più piccoli segnali fisiologici del proprietario in difficoltà.

Tali segnali potrebbero includere variazioni nell’odore corporeo (sudorazione fredda, alito differente) ma anche indizi comportamentali involontari della persona (ad esempio irrequietezza, tremori, cambiamenti nel respiro o nel modo di muoversi quando la glicemia scende).

Nonostante l’evidenza a favore del ruolo centrale dell’olfatto, il meccanismo preciso resta ancora sotto studio. Le varie ricerche in corso, compreso quelle in Italia ad opera di Progetto Serena in collaborazione con il professor Bonora dell’Università di Verona, mirano proprio a identificare con precisione tutti i marcatori biologici che i cani fiutano e a capire come sfruttarli al meglio anche per migliorare i sensori artificiali in futuro.

Le ricerche in Italia

Dal 2014 anche in Italia si parla di cani allerta diabete, con crescente attenzione da parte dei media e sul web.
A creare l’unico protocollo strutturato, partendo proprio dalle ricerche scientifiche condotte in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, è stato il cinofilo dottor Roberto Zampieri, laureato in Scienze della Formazione Cinotecnica.


Grazie alla collaborazione con medici operativi, come il primario di diabetologia ed endocrinologia professore Enzo Bonora dell’Università di Verona, è stato possibile realizzare un sistema di formazione per i cani allerta modulare.

98% di segnalazioni affidabili: il protocollo di Progetto Serena

Nasce così Progetto Serena APS, in onore della figlia Serena di Roberto Zampieri.
In dieci anni sono stati preparati più di 230 cani allerta diabete e la formazione continua in tutta Italia ogni giorno.

L’innovazione rispetto ai Paesi anglosassoni è che il protocollo D.A.D. si svolge in famiglia, proprio per combinare:

  • la formazione con un istruttore;
  • la capacità olfattiva del cane;
  • l’empatia e il forte legame tra il cane e la persona con diabete.

Tre fattori che permettono a un cane allerta diabete di segnalare in modo esatto il 98% delle crisi glicemiche.


Il protocollo DAD di Progetto Serena concentra i tre fattori, individuati dalla scienza come indispensabili per una segnalazione efficace. È stato però deciso di non far distinguere ai cani tra ipoglicemie e iperglicemie, ma di utilizzare una metodologia che prevede la segnalazione di qualsiasi variazione dell’odore dovuta alla glicemia.

Questa scelta è stata fatta per tutelare i cani, poiché:

  • il cane non si sostituisce al glucometro o alle misurazioni di controllo: ogni segnalazione richiede comunque che la persona con diabete verifichi il livello glicemico. Dunque, stabilire se si tratti di ipo- o iperglicemia sarebbe superfluo;
  • distinguere tra ipo- e iperglicemia avrebbe comportato uno stress eccessivo per il cane, qualcosa che Progetto Serena intende assolutamente evitare, tutelando al massimo il benessere psicofisico dell’animale.

Conclusioni

Complessivamente, le ricerche degli ultimi anni dimostrano come i cani allerta diabete funzionano.

I cani allerta diabete rappresentano una strategia innovativa e complementare per la gestione del diabete, con un crescente corpo di evidenze scientifiche a supporto della loro efficacia. Questi cani hanno dimostrato la capacità di rilevare tempestivamente le variazioni glicemiche, in particolare le ipoglicemie, spesso fornendo un avvertimento salvavita.

I meccanismi principali alla base delle loro abilità sono di natura olfattiva – cogliendo segnali chimici nel respiro, nel sudore del paziente e di altre molecole che acquisiscono un particolare odore nelle fasi di ipo-iperglicemia – coadiuvati dall’attenzione ai cambiamenti comportamentali del loro compagno umano.

La formazione di un cane allerta svolge un ruolo cruciale: programmi ben strutturati possono portare a un’elevata affidabilità. .

Inoltre, la maggior parte dei proprietari sperimenta un miglioramento significativo della qualità di vita, con meno preoccupazioni e migliori esiti clinici, grazie all’aiuto del proprio cane allerta.

In un’epoca in cui la tecnologia per le persone con il diabete (sensori glicemici, trapianti/pancreas artificiali) sta avanzando rapidamente, i cani allerta diabete offrono qualcosa di unico: un connubio tra biologia e affetto, dove un animale addestrato con cura può non solo segnalare una crisi in arrivo, ma farlo con quell’attenzione amorevole che solo un compagno a quattro zampe può dare.

Cani allerta funzionano: FAQ

Come fa un cane allerta a fiutare il diabete?

Un cane allerta non fiuta il diabete, ma le variazioni di odore emesse dal corpo umano i VOC nel caso delle crisi di iperglicemia (zuccheri alti) e ipoglicemia (zuccheri bassi)

Qual è la percentuale di segnalazioni esatte nei cani da diabete?

I cani da diabete preparati con il protocollo di Progetto Serena APS riescono a segnale in modo esatto il 98% delle variazioni glicemiche.

I cani allerta diabete funzionano?

Sì i cani allerta diabete riescono oggi a rilevare il 98% delle variazioni glicemiche in una persona con il diabete e grazie al protocollo D.A.D. a segnalarle.

Iscriviti alla Newsletter settimanale

Registrandoti riceverai la nostra guida 2025 sul Cane Allerta Diabete 

Ricevi un'e-mail ogni sabato

Iscriviti alla nostra Newsletter settimana